Continuo dal
post di ieri sulle quote rosa.
Salvatore Sardo, che è il Coo di Eni, spiega come la sua società affronta il tema delle pari opportunità. La riproto come best practice.
"Una grande azienda come Eni sente fortemente la
responsabilità di promuovere in maniera concreta le pari opportunità,
fino a prevedere questo principio nei suoi documenti interni quali piani
e budget. Siamo impegnati e continueremo ad esserlo nella
individuazione degli strumenti più idonei a
rendere la parità di genere
una consuetudine positiva e non solo il risultato del necessario
rispetto di una legge dello Stato.
Fino ad oggi, a livello mondo, siamo decisamente soddisfatti dei numeri,
che registrano un aumento dell'impiego femminile nel nostro Gruppo del
18% negli ultimi nove anni (da 11.155 a 13.185 donne in termini
assoluti) cui corrisponde una variazione della percentuale sul totale
della popolazione dal 15 al 17%. Per la specificità del business di Eni è
evidente che la tipologia degli inserimenti coinvolge meno i ruoli
tecnici e operativi (ingegneri, chimici, ecc) e più i ruoli di staff.
In Italia , sempre negli ultimi 9 anni, la presenza femminile è
cresciuta dal 16 al 20. L'obiettivo che Eni si è posta nei prossimi
quattro anni è quello di
aumentare il numero delle assunzioni femminili
di circa 5 punti percentuali (dal 23 al 28%), indirizzandole, nei limiti
dei vincoli imposti dall'"offerta" di scuole e università, sugli ambiti
tecnici, scientifici e ingegneristici.
Sulle sedi direzionali il
problema è meno evidente considerato che già oggi in alcune situazioni
la percentuale di assunzioni di donne sul totale assunzioni supera il
50%.
L'impegno di Eni dei prossimi anni sul tema dell'occupazione
femminile sarà focalizzato anche sull'
incremento delle candidature
femminili nella selezione di risorse e nel rafforzamento dell'employer
branding attraverso azioni mirate di women attraction. Gli strumenti
attualmente impiegati a sostegno della
conciliazione tra vita privata e
lavorativa sono già numerosi:
flessibilità oraria, disponibilità di
part-time orizzontali e verticali, l'apertura di un nuovo asilo nido
nella sede di Milano ed una serie di iniziative di welfare per la
famiglia. È inoltre in corso di sviluppo e organizzazione il
telelavoro,
su cui si investirà notevolmente in futuro.
Diversa è invece l'analisi relativa alle posizioni di management e
middle management, nonché per la presenza delle donne negli organi
societari. Anche in questo caso i dati sono incoraggianti. In
particolare, in termini di percentuale di presenza femminile nei livelli
manageriali, Eni si è posizionata lo scorso anno al secondo posto tra
le aziende del comparto oil&gas. Nell'ambito delle iniziative già
avviate, stiamo collaborando con l'Osservatorio sul Diversity Management
della SdA Bocconi per verificare la neutralità dei processi di gestione
e sviluppo delle risorse umane e monitorare l'efficacia delle politiche
di pari opportunità in Eni.
Un ultimo punto rilevante è quello relativo agli organi societari. Eni
ha anticipato l'applicazione del dispositivo della legge iniziando a
nominare nei cda e collegi sindacali delle società italiane in scadenza
nel 2012 il 30% di componenti femminili attraverso l'individuazione
scrupolosa di risorse pronte ad aumentare la presenza delle donne nella
composizione degli organi societari di tutte le controllate di Eni,
consapevoli che, al di là del rispetto formale della norma, i benefici
in termini concreti saranno notevoli e il contributo all'attività
operativa potrà essere assolutamente qualificato."
Mi pare fondamentale soprattutto l'investimento nel
telelavoro: spero che l'Italia prenda presto in seria considerazione questo modo di lavorare, che è
economico, ecologico e favorisce la possibilità di conciliare famiglia e lavoro, quindi sarebbe davvero un ottimo motore per le pari opportunità.