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domenica 17 marzo 2013

Bufale nel Web. Incontro con Paolo Attivissimo

Paolo Attivissimo
Paolo Attivissimo
"Se non lo condividi, sei senza cuore: propagazione delle bufale nel Web" è l'ironico titolo di un icontro organizzato al Politecnico di Milano con Paolo Attivissimo, scrittore, giornalista informatico e autore del blog Il Disinformatico.

L'appuntamento è per il 20 marzo 2013 alle ore 17.30 nell'Aula Rogers, Campus Leonardo, in Via Bonardi 3.

In Attraverso esempi concreti presi dalla cronaca giornalistica e dai social network, verranno illustrate le principali tecniche d'indagine sulle notizie e sugli appelli circolanti nei media digitali per verificarne l'autenticità e smascherare i falsi, le principali ragioni sociali e psicologiche che favoriscono la diffusione delle informazioni fasulle anche quando sono palesemente errate o implausibili, e le tecniche e le motivazioni della creazione di questi veri e propri miti moderni.

Per porre domande per Paolo Attivissimo è possibile scrivere agli organizzatori via Facebook (www.facebook.com/polimi), Twitter (www.twitter.com/polimi) oppure a socialmedia@polimi.it.
Per parteciapre all'incontro, è obbligatorio preiscriversi scrivendo a socialmedia@polimi.it.

venerdì 22 giugno 2012

Fiat. Benzina a 1 euro? Pubblicità ingannevole

Ritorno sul tema del risparmio sul carburante, ma stavolta con un caso di pubblicità ingannevole: la capagna "benzina a 1 euro" di Fiat.

In questi giorni viene infatti trasmesso uno spot tv che dice: "Scegli un'auto della gamma Fiat e avrai il prezzo del carburante bloccato a 1€ per 3 anni".

"Fiat sta facendo sperare gli automobilisti italiani di potersi liberare finalmente del caro benzina fino al 2015: compri una Fiat e per tre anni fai benzina sempre a 1 euro", spiega Altroconsumo, che ha segnalato la campagna promozionale della Supercard Fiat-IP all'Antitrust come ingannevole.
Nella nota di Altroconsumo l'offerta viene criticata perché valida solo nei distributori IP e perché ha scadenza (il termine è il 31 dicembre del 2015) e quindi chi non ne approfitta entro quella data non ne usufruisce in pieno. Inoltre la promozione vale per un certo numero di litri di benzina. Se venissero esauriti tutti i litri a disposizione prima della suddetta data, finirebbe anche la promozione.

venerdì 15 giugno 2012

"Riparti con eni": ogni week end Eni riduce i prezzi dei carburanti

Eni lancia "Riparti con eni", un'iniziativa che piacerà ai consumatori in cerca di risparmio: da domani, 16 giugno, fino al 2 settembre, durante tutti i fine settimana, ci sarà uno sconto sul prezzo della benzina e del gasolio per tutti i consumatori che faranno rifornimento in modalità self service nelle stazioni Eni e Agip.

La riduzione del prezzo corrisponderà indicativamente a uno sconto di circa 20 centesimi al litro rispetto al prezzo praticato in modalità servito, equivalente ad un risparmio di 10 euro su un pieno da 50 litri.

Lo sconto sarà disponibile dal sabato alle ore 13 alla mezzanotte della domenica, fino ad esaurimento delle scorte in ciascuna stazione aderente. Comunque, per evitare che le scorte finiscano nel corso del week end, Eni rifornirà i distributori anche di domenica.

Per garantire la trasparenza, Eni determinerà, in base all'andamento delle quotazioni Platts, due prezzi – uno per la benzina e l'altro per il gasolio – uguali su tutto il territorio nazionale durante gli orari della promozione e validi per le stazioni aderenti ad iperself. I listini dei prezzi continueranno invece ad essere diversificati per ogni stazione di servizio nel resto della settimana.


Il sito dell'iniziativa "Riparti con Eni" >>

lunedì 28 maggio 2012

Paolo Scaroni: la colpa del caro-benzina è il nostro stile di vita

Paolo Scaroni, ospite al Day Rotary Patavini, ha lanciato una interessante provocazione: il caro-benzina dipenderebbe dal nostro stile di vita. Se il prezzo della benzina è così alto, infatti, dipende anche dal fatto che noi non riusciamo a farne a meno: consumiamo così tanto che la benzina era e resta necessaria, quindi preziosa e costosa.
"Ci lamentiamo per l'eccessivo costo della benzina? - ha spiegato Paolo Scaroni - Se il prezzo è considerato elevato, la colpa va attribuita al nostro stile di vita. Non siamo disposti, infatti, a rinunciare a nulla: ciò significa che il petrolio non ha raggiunto ancora un costo tale da essere ritenuto insostenibile e da provocare, quindi, un mutamento del nostro modo di vivere". Paolo Scaroni ha anche aggiunto: “È vero che sul prezzo del greggio influiscono speculazione e rischi internazionali, ma è altrettanto vero che l'Occidente non fa nulla per ridurre i consumi. In 20 anni il costo del petrolio è cresciuto di dieci volte, eppure i consumi non sono calati”.

giovedì 17 maggio 2012

Infrastrutture e trasporti: Italia ferma a 50 anni fa

L’ Italia sarebbe ferma a 50 anni fa e questo sarebbe causa di una perdita di 142 mld di Pil negli ultimi 10 anni. 50 miliardi è, invece, la perdita di ricchezza nel solo 2010 dovuta al divario infrastrutturale tra le diverse aree del nostro Paese. La velocità media all’interno dei maggiori centri urbani è di appena 15 km/h per scendere addirittura a 7-8 km/h nelle ore di punta, praticamente la stessa esistente a fine Settecento.
E’ stato presentato nel corso del convegno di Confcommercio “Sciogliere i nodi per competere” sul tema delle infrastrutture e dei trasporti, un Libro Bianco che mostra una fotografia amara riguardo lo stato di salute e i ritardi delle infrastrutture, della logistica e dei sistemi di trasporto italiani. I dati sono allarmanti: il gap infrastrutturale rispetto alla Germania, negli ultimi 10 anni, ha fatto perdere all’Italia 142 miliardi di Pil. Ad oggi risultano ancora incompiute ben 27 opere infrastrutturali, alcune risalenti addirittura a 50 anni fa, per un valore di 31 miliardi di euro. Per quanto riguarda le infrastrutture strategiche, il cui valore si aggira intorno ai 367 miliardi – solo il 9,3% delle opere sono state terminate e il 60% risulta ancora in fase di progettazione.
Dal Libro Bianco emergono mancanze anche sul fronte delle risorse destinate agli investimenti in infrastrutture: dal 1990 si è speso il 35% in meno, -34% nel biennio 2009-2011 e 18 miliardi sono stati tagliati per il triennio 2012-2014. Non deve stupire quindi se la rete autostradale Italiana negli ultimi 20 anni è cresciuta dieci volte meno di quella francese e se l’estensione della rete ferroviaria italiana (923 km) è inferiore a quella tedesca (1.285 km) e meno della metà di quella francese (1.896 km) e spagnola (2.056 km). La congestione delle nostre città è sotto gli occhi di tutti da tempo, soprattutto parlando dei centri più grandi come Milano, Roma e Napoli. La velocità media all’interno dei maggiori centri urbani è di appena 15 km/h, e scende a 7-8 km/h nelle ore di punta, praticamente la stessa di fine ‘700 quando ancora le auto non c’erano e le carrozze la facevano da padrone.
Nel corso del convegno è stato presentato il Manifesto di Confcommercio contenente le proposte e le priorità di intervento nel settore dei trasporti per creare le condizioni di sviluppo necessarie al Paese per tornare a crescere. Tra queste: politiche per l’evoluzione logistica dell’autotrasporto, realizzazione di un Patto per la mobilità urbana, maggiore efficienza del sistema portuale, razionalizzazione del trasporto aereo e piena liberalizzazione del trasporto ferroviario.

mercoledì 22 febbraio 2012

Tutto sul "Canone Rai"

Dopo le notizie di ieri, cerchiamo di fare chiarezza su cosa sia il cosiddetto "Canone Rai".La Rai richiede il pagamento di un canone, che è diventata "imposta", in base a un pronunciamento della Corte Costituzionale; riferendosi a un regio decreto del 1938 (abrogato nel marzo 2010 dal cosiddetto Decreto "Taglia-Leggi" di Calderoli).

Il decreto del 1938 dice:
"Chiunque detenga uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni è obbligato al pagamento del canone di abbonamento, giusta le norme di cui al presente decreto"
Da notare, in riferimento alla frase "apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni", che ovviamente al tempo non esistevano pc e dispositivi mobile e non esistevano segnali criptati.

La sentenza n. 284 della Corte costituzionale del 26 giugno 2002 sancisce che non si tratta più di un canone di abbonamento al servizio, ma di una "imposta":
"Benché all’origine apparisse configurato come corrispettivo dovuto dagli utenti del servizio [...] ha da tempo assunto, nella legislazione, natura di prestazione tributaria, fondata sulla legge [...] E se in un primo tempo sembrava prevalere la configurazione del canone come tassa, collegata alla fruizione del servizio, in seguito lo si è piuttosto riconosciuto come imposta"
Il 20 novembre 2007, con Sentenza n. 24010, la Corte di Cassazione ha precisato ancora:
"Non trova la sua ragione nell'esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che leghi il contribuente, da un lato, e l'Ente Rai, che gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo, dall'altro, ma costituisce una prestazione tributaria, fondata sulla legge, non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio de quo"
Quindi l'imponibilità dipende solo dalla detenzione di un apparecchio, indipendentemente dal fatto che i programmi rai vengano ricevuti o guardati. Parlo di detenzione e non di possesso, perché l'imposta va pagata anche se non si è proprietari dell'apparecchio che si ha in casa.

martedì 21 febbraio 2012

Canone Rai. Va pagato o no per i pc?

Grande bufera sulla notizia che la Rai avrebbe richiesto il pagamento del canone non solo per il possesso di televisori, ma di qualsiasi apparecchio atto a ricevere il segnale radiotelevisivo.
Tutti gli internauti sul piede di guerra, hanno scatenato un putiferio su Twitter, già scansalizzati all'idea di dovere pagare il canone per il possesso di un pc, tablet o smartphone.

Ma attenzione, non facciamoci prendere dal panico e approfondiamo la notizia:
Il canone ordinario si paga solo per il possesso di un televisore. Quello a cui si riferiva la Rai è il cosiddetto canone speciale, cioè quello dovuto da imprese, società ed enti (quindi fuori dall'ambito familiare) nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage).

"La Rai non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer -  ha infatti precisato Rai dopo un confronto con il ministero dello Sviluppo - La lettera inviata dalla Direzione abbonamenti Rai si riferisce al canone speciale dovuto nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori, fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiano già pagato per il possesso di uno o più tv".

Che sia una precisazione o un dietrofront con la coda tra le gambe?
L'importante è che la questione sia stata chiarita.

martedì 4 gennaio 2011

Sconti Eni: possibilità di risparmio con la società di Paolo Scaroni

A partite dal 1° gennaio i clienti che sceglieranno di rifornirsi al “Fai da Te" nelle stazioni Eni e Agip beneficeranno di uno sconto doppio rispetto al passato, aumentato da 2 a 4 centesimi al litro in relazione al corrispondente prezzo per la modalità servito. Tale sconto continuerà ad essere cumulabile con i premi offerti ai clienti che utilizzano la carta fedeltà you&eni.Negli orari di chiusura le stazioni eni aderenti ad Iperself garantiranno inoltre  uno sconto compreso tra 5 e 10 centesimi al litro, stabilito e chiaramente esposto stazione per stazione, ai clienti che si riforniranno da sé utilizzando le apposite attrezzature per l’accettazione del pre-pagamento.
In questo momento di crisi economica, quella offerta dalla società di Paolo Scaroni è sicuramente una buona possibilità di risparmio per gli automobilisti più attenti.

mercoledì 1 dicembre 2010

Cartucce per stampanti: con Eco Store e Legambiente anche esaurite hanno un valore

Notizia "green" che pubblico volentieri:

Le cartucce per stampanti esauste, che non possono più essere ricaricate, valgono ancora!
Presso i punti vendita Eco Store, catena italiana di negozi in franchising di cartucce per stampanti rigenerate e compatibili, toner rigenerati e carta per stampanti, le cartucce per stampanti esaurite possono infatti essere smaltite negli Eco Point.

Gli Eco Point sono veri e propri centri di raccolta presso il quale portare e smaltire le cartucce per stampanti vuote. Sono facilmente identificabili grazie al pannello con il logo di Legambiente all’interno dei negozi di cartucce per stampanti Eco Store.

Conferendo le cartucce negli Eco Point, oltre alla soddisfazione di
dare valore alle cartucce per stampanti vuote e evitare che vengano disperse nell’ambiente, si viene anche premiati:

  • Per le cartucce per stampanti ink-jet rigenerabili con 1 euro.
  • Per le cartucce per stampanti non rigenerabili con una salvietta per il monitor del PC.
L’iniziativa è sviluppata in collaborazione con Legambiente.
Il rapporto con Legambiente nasce nel 2005 con la sponsorizzazione dell’edizione italiana di Clean Up the World, “Puliamo il mondo”. Da allora l’associazione sponsorizza Eco Store nei progetti legati alla sostenibilità ambientale, alla volontà di produrre meno rifiuti possibile e di smaltirne correttamente il più possibile.
Eco Store, da sempre attenta al processo di rigenerazione delle cartucce per stampanti esauste, mette in campo ogni anno, nuove azioni volte al riuso e al corretto smaltimento dei vuoti.
Nei negozi Eco Store, infatti, i clienti hanno diverse possibilità per dare valore alle cartucce vuote e evitare che vengano disperse nell’ambiente.
Maggiori informazioni su www.ecostore.it.

martedì 26 ottobre 2010

Privacy: Google raccoglie email e password dai computer privati

In America, Google ha erroneamente raccolto le e-mail e le password dai computer privati, collegati a reti wireless.

Il senior vice presidente di ingegneria e di ricerca Alan Eustace, ha dichiarato: "Lavoriamo sodo con Google per guadagnare la vostra fiducia, e siamo ben consapevoli di non fare del male a nessuno".
Il nuovo direttore della privacy Alma Whitten, si assumerà la responsabilità per fare in modo di ottenere efficaci controlli della privacy:
"Siamo profondamente dispiaciuti per aver erroneamente raccolto i dati provenienti dalle reti payload in chiaro. Vogliamo cancellare i dati non appena possibile e continueremo a lavorare con le autorità per determinare il modo migliore di procedere, oltre che per rispondere alle loro domande e preoccupazioni."

Alan Eustace ha anche detto che ci saranno molti cambiamenti atti ad una responsabile raccolta dei dati migliorando le nostre interne. Anche se - ha specificato - nessun sistema può naturalmente eliminare del tutto l'errore umano.

(da MondoMultiMedia: Google raccoglie email e password dalle reti wi-fi: arrivano le scuse)

lunedì 11 ottobre 2010

I sei peccati di Greenwashing: come capire se le aziende ci imbrogliano

Nel 2007, TerraChoice Environmental Marketing condusse una famosa ricerca approfondita sul Greenwashing. La domanda che si poneva il team di ricerca era: che prova ho che questa affermazione sia vera? La conclusione a cui sono giunti è che per quanto riguarda la maggior parte dei prodotti non erano in grado di dare una risposta certa. In seguito hanno compilato una lista dei sei segni che possono aiutare a capire quando ci troviamo di fronte a un tentativo di greenwashing.
Ecco dunque The Six Sins of Greenwashing, i peccati commessi nel tentativo di vendere un prodotto come "amico dell’ambiente":

1. Peccato di nascosto tradcoff
affermazioni che suggeriscono che un prodotto è verde in base a un solo elemento che lo caratterizza, ad esempio l’essere fatto di carta riciclata, senza prestare alcuna attenzione ad altre tematiche, magari più importanti, come l’energia, il clima o l’acqua. Non sono affermazioni false, ma danno comunque un’immagine depistante del prodotto. Si tratta del peccato più commesso, riscontrabile nel 57% dei casi.

2. Peccato di mancanza di prove
affermazioni che non possono essere provate in base alle informazioni fornite o a una certificazione riconosciuta di un ente terzo, ad esempio di una ONG. Il 26% dei claim non è sostenuto da prove né sul punto vendita né sul sito dell’azienda.

3. Peccato di vaghezza

affermazioni non chiare, vaghe. Cosa vuoI dire, ad esempio “Prodotto naturale”? L’TT% dei claim rientra in questa categoria.

4. Peccato di irrilevanza

affermazioni che, indipendentemente dall’essere veritiere, non sono importanti e non aiutano il consumatore a capire qualcosa di più del prodotto. Non serve ad esempio sapere che un deodorante non contiene CFC, dal momento che i clorofluorocarbuii sono stati messi al bando da anni, ma il 4% dei claim fornisce proprio informazioni di questo tipo!

5. Peccato dcl “minore dci mali”

affermazioni che, anche se vere, possono distogliere il consumatore dal considerare l’impatto ambientale di determinate categorie di prodotti. E claim come “insetticida verde” rappresentano l’i% dei casi esaminati.

6. Peccato di falsità

meno dell’i% delle affermazioni esaminate sono risultate semplicemente false.

martedì 5 ottobre 2010

Risparmiare sulla spesa con un Sms

Sms consumatori è un servizio di pubblica utilità fornito dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali grazie al quale si possono ottenere gratuitamente delle informazioni sui costi medi dei prodotti agroalimentari.

Sul sito smsconsumatori.it potrete visualizzare il prezzo medio nazionale del prodotto cercato e suddiviso per le macro aree Nord - Centro - Sud, visualizzare il grafico dell'andamento del prezzo (stabile, in aumento, in calo) e scoprire dove è stato rilevato il prezzo più alto e quello più basso sul territorio nazionale.

Sul sito è anche possibile simulare la spesa attraverso un carrello virtuale o inviare una segnalazione nel caso doveste riscontrare un prezzo anomalo o il mancato rispetto delle normative igienico-sanitarie di etichettatura e di sicurezza alimentare.

Si possono richiedere fino a 5 sms al giorno con un limite massimo di 30 sms mensili per ottenere informazioni scegliendo fra più di 80 prodotti agroalimentari semplicemente inviando un sms gratuito al numero 47947 con il nome del prodotto che vi interessa.

giovedì 30 settembre 2010

Dieci cose da sapere sulle lampadine a risparmio energetico

Ecco a voi "le cose come stanno" sulle lampadine a risparmio energetico, che dal primo settembre, per volere dell'Unione Europea, hanno definitivamente rimpiazzato le vecchie lampadine elettriche a incandescenza.

"1) 2016 addio vecchia lampadina
Da qui sino al 2016 le lampadine ad incandescenza e anche quelle alogene ad alto consumo dovranno scomparire del tutto, dai negozi e, in teoria, dalle case. Per alcune incandescenti il divieto di venderle è dilazionato sino al 2012 ma in ogni caso le sole lampadine da usare sono quelle fluorescenti a risparmio energetico e le alogene ad alta efficienza, già pronte sugli scaffali dei negozi da diverso tempo e quelle a Led (ancora sperimentali).

2) Grande, grandissimo risparmio
Quello sulla bolletta domestica è intorno ai 20 euro l'anno, mentre i risparmi "collettivi" europei in termini di minori emissioni di Co2 dovrebbero aggirarsi intorno ai 10 miliardi euro con un taglio della CO2 di ben 38 milioni di tonnellate non più immesse nell'atmosfera. Il passaggio alle sorgenti luminose ad alto risparmio energetico presenta però qualche piccolo inconveniente da conoscere ed eventualmente da rimediare.

3) Le nuove lampadine danno meno luce
Si, è vero, la luce delle lampadine fluorescenti di qualsiasi tipo non è la stessa intensa e morbida delle incandescenti, ma più fredda e poco adatta per esempio agli effetti "architetturali". Basterà usare le alogene ad alta efficienza per avere splendidi risultati.

4) E meno calore
Si, perché solo il 5% dell'elettricità consumata dalle lampadine a incandescenza diventa luce, il resto si trasforma in calore. Tanto che d'inverno ne bastano 3-4 per alzare la temperatura mentre d'estate causano un piccolo aumento nei consnumi dei condizionatori….In Francia e in Germania invece è già stato messo in bilancio un piccolo aumento dei consumi invernali nel momento in cui tutte le lampadine a incandescenza saranno sostituite con quelle nuove.

5) Contengono mercurio
Si, a differenza delle incandescenti e vanno smaltite con sistemi appositi (niente discariche, niente piattaforme ecologiche comunali). Quando una lampadina fluorescente si spacca il mercurio altamente volatile si diffonde immediatamente nell'ambiente e di conseguenza gli esperti raccomandano di ventilare il locale per circa 30 minuti. E di non toccare con le mani nude i frammenti. E' possibile acquistare lampadine fluorescenti con appositi "rivestimenti" antirottura.

6) E le radiazioni elettromagnetiche?
Sempre meno ma comunque gli esperti consigliano di tenere la fluorescente lontana dalla testa o di sostituirla con l'alogena a risparmio energetico.

7) Non per tutti gli usi
Dove occorre dare una luce direzionale, indirizzata su punti e superfici delimitate, dove occorre un'intensità luminosa elevata, le fluorescenti non sono l'ideale. In cucina sul piano di lavoro e di cottura per esempio occorre un'alogena atta a illuminare i dettagli e gli angoli meno in vista per evitare gli incidenti. In bagno, per operazioni che richiedono precisione e attenzione come la rasatura o il trucco, o per avere una illuminazione gradevole, niente lampadine fluorescenti, nemmeno quelle a luce cosiddetta "calda".

8) Dove vanno bene?
In tutti gli altri ambienti e in particolare nei corridoi, nelle scale, in cantina, in garage…perché possono funzionare continuativamente con minimi consumi; anzi, meno accensioni e spegnimenti hanno più durano e meno consumano. E anche all'esterno ma solo se non sono a rischio rottura o se hanno una schermatura protettiva.

9) Cosa usare dove non arriva l'elettricità?
Si possono applicare apposite strisce elettroluminescenti. Esistono pannelli di questo tipo, sottili, incollabili su pareti, mobili, scale e ovunque sia necessario: diventano vere e proprie sculture luminose.

10) Il futuro è il led
Non subito perché i Led costano ancora molto e non sono adatti per illuminare intensamente un ambiente, una superficie, uno spazio nel senso vero del termine. Nel giro di pochissimi anni però arriverà una versione a Led molto forte e soprattutto davvero "ecologica": niente mercurio, niente radiazioni elettromagnetiche, consumi infinitesimali ed effetti architetturali straordinari."

(da http://sviluppo-sostenibile-italiano.blogspot.com/2010/09/le-10-cose-da-sapere-sulle-lampadine.html)
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