Alex Giarrizzo, il padre di Borgaro Torinese che aveva denunciato
il rapimento del suo bambino di 3 anni da aprte di un rom, ha confessato di essersi inventato tutto. Lo
hanno riferito i carabinieri del Comando Provinciale di Torino. L'uomo,
portato in caserma, è stato messo alle strette e ha confessato di
essersi inventato tutto. Aveva denunciato di aver visto un rom portare
via il suo bambino, di averlo inseguito e di avergli dato un pugno,
liberando il bambino.
“Si era perso alla festa - ha confessato alla fine Giarrizzo - ho avuto paura che mi togliessero la patria potestà”: ora è accusato di calunnia.
La storia che i rom rapiscano i bambini è una leggenda metropolitana trita e ritrita alimentata dal pregiudizio e dal razzism.
Sono i parenti, i pedofili, gli amici di famiglia ma non i nomadi a rubare i bambini. lo aveva anche confermato una ricerca commissionata dalla Fondazione Migrantes (Cei) al Dipartimento di psicologia e antropologia culturale dell'università di Verona sui presunti tentati rapimenti addebitati ai rom dal 1986 al 2007. Dei 40 casi presi in esame, nessuna sparizione era da addebitare a nomadi.
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venerdì 28 novembre 2014
lunedì 17 novembre 2014
I pregiudizi sull'immigrazione
Letta qualche giorno fa su Leggo.it, mi è sembrata interessante da condividere qui: a quanto pare l'italiano medio vede le cose diverse (peggiori?!?) della realtà:
"Secondo i numeri dello studio Ipsos Mori, eseguito nel Regno Unito, l'Italia è il Paese più ignorante d'Europa, cioè 'ignora' la dimensione reale che lo circonda, ed è convinto che tutto vada peggio di come si sviluppa in realtà. Nel nostro Paese, la popolazione pensa che il 30% sia composta da immigrati (in realtà è il 7%), che il 20% siano musulmani (quando sono appena il 4%), che il 48% della popolazione sia over 65 (in realtà il 21%) e che i cittadini disoccupati siano il 49% (quando in realtà sono il 12%)."
In effetti gli stranieri in Italia sono poco più di 5 milioni e mezzo, ossia circa l’8% della popolazione. Solo 300 mila sono gli irregolari. Il Regno Unito è il paese europeo al primo posto per numero di nuovi immigrati con circa 560.000 arrivi ogni anno. Seguono la Germania, la Spagna e poi l’Italia. La Germania è invece il Paese Ue con il maggior numero di stranieri residenti con 7,4 milioni di persone. Seguono la Spagna e poi l’Italia. Siamo sesti inoltre per numero di richieste d’asilo (27.800). Da notare che il Paese col più alto numero di immigrati è anche l’unico che in questo momento sta crescendo economicamente.
Per quanto riguarda la religione, al primo posto fra gli stranieri presenti in Italia ci sono i rumeni che sono oltre un milione. I rumeni per la maggior parte sono ortodossi. In seconda posizione ci sono gli albanesi, quasi 600 mila, per il 70% non praticanti (lascito della dominazione sovietica) e, fra i rimanenti, al 60% musulmani e al 20% ortodossi. Seguono i marocchini, quasi 500 mila, quasi totalmente musulmani, e ancora i cinesi, circa 200 mila, quasi tutti atei. Dunque in larga parte gli stranieri in Italia sono cristiani, oppure atei, solo in piccola parte professanti l’Islam.
"Secondo i numeri dello studio Ipsos Mori, eseguito nel Regno Unito, l'Italia è il Paese più ignorante d'Europa, cioè 'ignora' la dimensione reale che lo circonda, ed è convinto che tutto vada peggio di come si sviluppa in realtà. Nel nostro Paese, la popolazione pensa che il 30% sia composta da immigrati (in realtà è il 7%), che il 20% siano musulmani (quando sono appena il 4%), che il 48% della popolazione sia over 65 (in realtà il 21%) e che i cittadini disoccupati siano il 49% (quando in realtà sono il 12%)."
In effetti gli stranieri in Italia sono poco più di 5 milioni e mezzo, ossia circa l’8% della popolazione. Solo 300 mila sono gli irregolari. Il Regno Unito è il paese europeo al primo posto per numero di nuovi immigrati con circa 560.000 arrivi ogni anno. Seguono la Germania, la Spagna e poi l’Italia. La Germania è invece il Paese Ue con il maggior numero di stranieri residenti con 7,4 milioni di persone. Seguono la Spagna e poi l’Italia. Siamo sesti inoltre per numero di richieste d’asilo (27.800). Da notare che il Paese col più alto numero di immigrati è anche l’unico che in questo momento sta crescendo economicamente.
Per quanto riguarda la religione, al primo posto fra gli stranieri presenti in Italia ci sono i rumeni che sono oltre un milione. I rumeni per la maggior parte sono ortodossi. In seconda posizione ci sono gli albanesi, quasi 600 mila, per il 70% non praticanti (lascito della dominazione sovietica) e, fra i rimanenti, al 60% musulmani e al 20% ortodossi. Seguono i marocchini, quasi 500 mila, quasi totalmente musulmani, e ancora i cinesi, circa 200 mila, quasi tutti atei. Dunque in larga parte gli stranieri in Italia sono cristiani, oppure atei, solo in piccola parte professanti l’Islam.
giovedì 13 novembre 2014
Ebola in Texas o leggenda metropolitana? Il ruolo del web tra malafede e ignoranza
Marta Serafini, nel suo blog "6 gradi" su Corriere.it riporta una storia che è diventata virale su Facebook. E cioè quella della cittadina di Purdon, in Texas, messa interamente in quarantena dopo che a un componente di una famiglia è stato diagnosticato l’Ebola.
"Questa notizia - specifica Serafini - è totalmente inventata. Ma oltre 340 mila persone l’hanno condivisa sulle loro bacheche credendola vera".
Secondo Craig Silverman, fondatore di Emergent.Info, gruppo che si occupa di monitorare la diffusione delle bufale sul web, questo è solo l’ultimo capitolo di un fenomeno già noto da tempo. Ci sono notizie false che vengono messe in circolazione su certi tipi di siti al solo scopo di generare traffico, condivisioni e like. Notizie che, però, generano il panico e si ingigantiscono.
A volte si tratta di storie create ad hoc dagli uffici marketing per creare "buzz" su un determinato argomento. Altre volte sono i siti di bufale che le diffondono per attirare click.
A volte addirittura le notizie, che vorrebberoe ssere, nelle intenzioni, degli autori, esplicitamente false, vengono pubblicate su siti è di stampo satirico ma, dopo che la notizia inizia a girare sulle bacheche social, accade talvolta che qualche organo di informazione più accreditato la riprenda e la riproponga come “vera”. A volte in buona fede a volte no. In altri casi capita infatti che sia la mancanza di controverifiche a far scattare questo meccanismo. Ma c’è anche chi ci mette del dolo. E sfrutta morbosità e argomenti di sicuro richiamo (dal sesso alle malattie) per attirare utenti.
"E si tratta - scrive Serafini - di una strategia che fino ad oggi ha dato buoni frutti". Il sito National Report ha ottenuto in un solo giorno 2 milioni di visitatori unici diffondendo la bufala di cui parlavo all'inizio sulla cittadina del Texas infettata da Ebola. Ottenendo un numero maggiore di contatti che spesso si traduce in maggiore investimenti pubblicitari. "Non importa se le informazioni veicolate sono verificate o meno. Soprattutto agli inserzionisti meno “raffinati” interessa stare sulle pagine dove vanno tutti. La faccenda preoccupa anche Facebook. Se infatti il social network di Zuckerberg vuole accreditarsi come veicolo di informazione e attirare investimenti pubblicitari di qualità non può ignorare che le sue bacheche diventino un mezzo per diffondere link tossici”.
"Questa notizia - specifica Serafini - è totalmente inventata. Ma oltre 340 mila persone l’hanno condivisa sulle loro bacheche credendola vera".
Secondo Craig Silverman, fondatore di Emergent.Info, gruppo che si occupa di monitorare la diffusione delle bufale sul web, questo è solo l’ultimo capitolo di un fenomeno già noto da tempo. Ci sono notizie false che vengono messe in circolazione su certi tipi di siti al solo scopo di generare traffico, condivisioni e like. Notizie che, però, generano il panico e si ingigantiscono.
A volte si tratta di storie create ad hoc dagli uffici marketing per creare "buzz" su un determinato argomento. Altre volte sono i siti di bufale che le diffondono per attirare click.
A volte addirittura le notizie, che vorrebberoe ssere, nelle intenzioni, degli autori, esplicitamente false, vengono pubblicate su siti è di stampo satirico ma, dopo che la notizia inizia a girare sulle bacheche social, accade talvolta che qualche organo di informazione più accreditato la riprenda e la riproponga come “vera”. A volte in buona fede a volte no. In altri casi capita infatti che sia la mancanza di controverifiche a far scattare questo meccanismo. Ma c’è anche chi ci mette del dolo. E sfrutta morbosità e argomenti di sicuro richiamo (dal sesso alle malattie) per attirare utenti.
"E si tratta - scrive Serafini - di una strategia che fino ad oggi ha dato buoni frutti". Il sito National Report ha ottenuto in un solo giorno 2 milioni di visitatori unici diffondendo la bufala di cui parlavo all'inizio sulla cittadina del Texas infettata da Ebola. Ottenendo un numero maggiore di contatti che spesso si traduce in maggiore investimenti pubblicitari. "Non importa se le informazioni veicolate sono verificate o meno. Soprattutto agli inserzionisti meno “raffinati” interessa stare sulle pagine dove vanno tutti. La faccenda preoccupa anche Facebook. Se infatti il social network di Zuckerberg vuole accreditarsi come veicolo di informazione e attirare investimenti pubblicitari di qualità non può ignorare che le sue bacheche diventino un mezzo per diffondere link tossici”.
venerdì 31 ottobre 2014
Dolcetto o scherzetto: è pericoloso per i bambini?
Wired, in occasione di Halloween, dedica un articolo alle bufale legate a questa festività.
In particolare si aprla della tradizione del "dolcetto o scherzetto", dove i bambini pattugliano il quartiere alla ricerca di dolciumi. Un tempo al vedevamo solo nei film e telefilm americani, ma ormai questo uso si è diffuso molto anche in Italia.
"Secondo molti - scrive Wired - questo metterebbe i pargoli alla mercé di veri e propri sadici, che non aspetterebbero altro che Halloween per fare del male ai bambini. Come? Tipicamente con caramelle avvelenate o dolciumi contenenti spilli e lamette (in particolare le famose mele candite).
Per fortuna, è solo un mito. Come spiega lo storico Cesare Bermani in Il bambino è servito: leggende metropolitane in italia, due sociologi hanno cercato di capire se e quanto fossero diffusi questi casi. Ma analizzando i giornali americani nel periodo tra il 1958 e il 1985, gli studiosi non sono riusciti a trovare documentazione nemmeno di un solo bambino ucciso, o gravemente ferito, in queste maniere orribili. Abbondano invece le segnalazioni di presunte tragedie sventate, ma non ci sono quasi mai prove che sia stato un estraneo contaminare i dolciumi, mentre ci sono indizi che coinvolgono o i bambini stessi, o i loro parenti.
Sicuramente la notte di Halloween del 1974 un bambino è morto per una caramella avvelenata, ma il piccolo Timothy Marc O’Bryan era stato avvelenato dal padre, non da un misterioso uomo nero.
Come ha specificato uno degli autori dello studio, non è possibile provare con assoluta certezza che nessun bambino sia mai stato ucciso come vorrebbe la leggenda, ma se si trattasse dell’epidemia di sadismo dipinta da alcuni media, sicuramente a questo punto sarebbero affiorate delle solide prove.
Questo non significa che i bambini non corrano pericoli ad Halloween: il governo americano ha stilato una lista di avvertenze per trascorrere una festa serena, e al primo posto mette la sicurezza stradale. Con tanti bambini per strada, infatti, aumenta sensibilmente il rischio di incidenti, anche fatali."
In particolare si aprla della tradizione del "dolcetto o scherzetto", dove i bambini pattugliano il quartiere alla ricerca di dolciumi. Un tempo al vedevamo solo nei film e telefilm americani, ma ormai questo uso si è diffuso molto anche in Italia.
"Secondo molti - scrive Wired - questo metterebbe i pargoli alla mercé di veri e propri sadici, che non aspetterebbero altro che Halloween per fare del male ai bambini. Come? Tipicamente con caramelle avvelenate o dolciumi contenenti spilli e lamette (in particolare le famose mele candite).
Per fortuna, è solo un mito. Come spiega lo storico Cesare Bermani in Il bambino è servito: leggende metropolitane in italia, due sociologi hanno cercato di capire se e quanto fossero diffusi questi casi. Ma analizzando i giornali americani nel periodo tra il 1958 e il 1985, gli studiosi non sono riusciti a trovare documentazione nemmeno di un solo bambino ucciso, o gravemente ferito, in queste maniere orribili. Abbondano invece le segnalazioni di presunte tragedie sventate, ma non ci sono quasi mai prove che sia stato un estraneo contaminare i dolciumi, mentre ci sono indizi che coinvolgono o i bambini stessi, o i loro parenti.
Sicuramente la notte di Halloween del 1974 un bambino è morto per una caramella avvelenata, ma il piccolo Timothy Marc O’Bryan era stato avvelenato dal padre, non da un misterioso uomo nero.
Come ha specificato uno degli autori dello studio, non è possibile provare con assoluta certezza che nessun bambino sia mai stato ucciso come vorrebbe la leggenda, ma se si trattasse dell’epidemia di sadismo dipinta da alcuni media, sicuramente a questo punto sarebbero affiorate delle solide prove.
Questo non significa che i bambini non corrano pericoli ad Halloween: il governo americano ha stilato una lista di avvertenze per trascorrere una festa serena, e al primo posto mette la sicurezza stradale. Con tanti bambini per strada, infatti, aumenta sensibilmente il rischio di incidenti, anche fatali."
lunedì 27 ottobre 2014
Bufale spaziali con Paolo Attivissimo
"Bufale spaziali" è il titolo dell’ultimo incontro organizzato dalla Società Astronomica G.V.Schiaparelli e che si svolgerà venerdì 14 novembre alla sala Montanari di via Bersaglieri a Varese.
Per chiudere il ciclo di conferenze denominato “Incontri tra cielo e Terra”, l’associazione nata nel 1956 per volere del prof. Furia, e che da allora si occupa della gestione dell’Osservatorio Astronomico di Campo dei Fiori e di innumerevoli attività di divulgazione scientifica, ha scelto il giornalista e divulgatore Paolo Attivissimo, seguitissimo smascheratore di bufale.
Si, perchè credenze sballate e leggende metropolitane non risparmiano il mondo dell’astronomia, che, come tutti gli ambiti della scienza, dovrebbe poggiare su solide basi di osservazione e sperimentazione.
Abbondano infatti le notizie strambe legate a segni zodiacali, oroscopi e alieni. Inoltre c’è chi dice che lo sbarco sulla Luna fu simulato in uno studio ad Hollywood, che i russi hanno nascosto la morte di tanti cosmonauti, che un asteroide ci colpirà nel 2036, che la NASA nasconde prove di vite aliene e molto, moltissimo altro ancora. L’esplorazione spaziale, che fino ad un secolo fa pareva ai più come qualcosa di impossibile, ha generato, forse proprio a causa della sua eccezionalità, miti, leggende e bufale che Paolo Attivissimo smonterà per lasciarci scoprire il fascino e i drammi delle avventure reali, spesso più incredibili di qualsiasi leggenda. Autore del libro: “Luna? Sì, ci siamo andati!” e del documentario spaziale “Moonscape” analizzerà scientificamente diversi miti portandoci nello spazio, quello vero, insieme ai pionieri del cosmo.
La serata, ad ingresso gratuito, si terrà presso la Sala Montanari (ex Cinema Rivoli, via dei Bersaglieri) gentilmente concessa dal Comune di Varese, venerdì 14 novembre alle ore 21. Tutte le informazioni su questa serata e le attività della Società Astronomica G.V.Schiaparelli si possono trovare sul sito www.astrogeo.va.it.
(fonte varesenews.it)
Si, perchè credenze sballate e leggende metropolitane non risparmiano il mondo dell’astronomia, che, come tutti gli ambiti della scienza, dovrebbe poggiare su solide basi di osservazione e sperimentazione.
Abbondano infatti le notizie strambe legate a segni zodiacali, oroscopi e alieni. Inoltre c’è chi dice che lo sbarco sulla Luna fu simulato in uno studio ad Hollywood, che i russi hanno nascosto la morte di tanti cosmonauti, che un asteroide ci colpirà nel 2036, che la NASA nasconde prove di vite aliene e molto, moltissimo altro ancora. L’esplorazione spaziale, che fino ad un secolo fa pareva ai più come qualcosa di impossibile, ha generato, forse proprio a causa della sua eccezionalità, miti, leggende e bufale che Paolo Attivissimo smonterà per lasciarci scoprire il fascino e i drammi delle avventure reali, spesso più incredibili di qualsiasi leggenda. Autore del libro: “Luna? Sì, ci siamo andati!” e del documentario spaziale “Moonscape” analizzerà scientificamente diversi miti portandoci nello spazio, quello vero, insieme ai pionieri del cosmo.
La serata, ad ingresso gratuito, si terrà presso la Sala Montanari (ex Cinema Rivoli, via dei Bersaglieri) gentilmente concessa dal Comune di Varese, venerdì 14 novembre alle ore 21. Tutte le informazioni su questa serata e le attività della Società Astronomica G.V.Schiaparelli si possono trovare sul sito www.astrogeo.va.it.
(fonte varesenews.it)
mercoledì 20 marzo 2013
Le bugie dei politici
Oggi ho scovato un curioso sito che controlla la veridicità delle affermazioni dei politici.
Si tratta di Pagella Politica, un progetto che mira a monitorare le dichiarazioni dei principali esponenti politici italiani, al fine di valutarne la veridicità attraverso numeri e fatti.
La missione, secondo quanto dichiarano i dieci giovani autori, è "iniettare una dose di oggettività nella dialettica politica italiana".
"Pagella Politica - spiegano - non si propone come indicatore statisticamente valido circa la credibilità dei singoli politici. Il diverso numero di dichiarazioni analizzate e il limitato arco temporale di operatività non consentono, allo stato attuale, un paragone statisticamente rilevante. Le visualizzazioni grafiche delle dichiarazioni verificate vogliono essere una guida semiseria all’affidabilità delle dichiarazioni dei politici. Ovviamente non possono essere considerate a loro volta delle rappresentazioni precise: non abbiamo verificato tutte le dichiarazioni mai fatte da ogni politico che seguiamo, ma col passare del tempo speriamo di avere numeri abbastanza elevati per dare almeno un’idea di massima sulla coerenza del politico in questione".
La missione, secondo quanto dichiarano i dieci giovani autori, è "iniettare una dose di oggettività nella dialettica politica italiana".
"Pagella Politica - spiegano - non si propone come indicatore statisticamente valido circa la credibilità dei singoli politici. Il diverso numero di dichiarazioni analizzate e il limitato arco temporale di operatività non consentono, allo stato attuale, un paragone statisticamente rilevante. Le visualizzazioni grafiche delle dichiarazioni verificate vogliono essere una guida semiseria all’affidabilità delle dichiarazioni dei politici. Ovviamente non possono essere considerate a loro volta delle rappresentazioni precise: non abbiamo verificato tutte le dichiarazioni mai fatte da ogni politico che seguiamo, ma col passare del tempo speriamo di avere numeri abbastanza elevati per dare almeno un’idea di massima sulla coerenza del politico in questione".
domenica 17 marzo 2013
Bufale nel Web. Incontro con Paolo Attivissimo
![]() |
| Paolo Attivissimo |
L'appuntamento è per il 20 marzo 2013 alle ore 17.30 nell'Aula Rogers, Campus Leonardo, in Via Bonardi 3.
In Attraverso esempi concreti presi dalla cronaca giornalistica e dai social network, verranno illustrate le principali tecniche d'indagine sulle notizie e sugli appelli circolanti nei media digitali per verificarne l'autenticità e smascherare i falsi, le principali ragioni sociali e psicologiche che favoriscono la diffusione delle informazioni fasulle anche quando sono palesemente errate o implausibili, e le tecniche e le motivazioni della creazione di questi veri e propri miti moderni.
Per porre domande per Paolo Attivissimo è possibile scrivere agli organizzatori via Facebook (www.facebook.com/polimi), Twitter (www.twitter.com/polimi) oppure a socialmedia@polimi.it.
Per parteciapre all'incontro, è obbligatorio preiscriversi scrivendo a socialmedia@polimi.it.
venerdì 22 giugno 2012
Fiat. Benzina a 1 euro? Pubblicità ingannevole
Ritorno sul tema del risparmio sul carburante, ma stavolta con un caso di pubblicità ingannevole: la capagna "benzina a 1 euro" di Fiat.
In questi giorni viene infatti trasmesso uno spot tv che dice: "Scegli un'auto della gamma Fiat e avrai il prezzo del carburante bloccato a 1€ per 3 anni".
"Fiat sta facendo sperare gli automobilisti italiani di potersi liberare finalmente del caro benzina fino al 2015: compri una Fiat e per tre anni fai benzina sempre a 1 euro", spiega Altroconsumo, che ha segnalato la campagna promozionale della Supercard Fiat-IP all'Antitrust come ingannevole.
Nella nota di Altroconsumo l'offerta viene criticata perché valida solo nei distributori IP e perché ha scadenza (il termine è il 31 dicembre del 2015) e quindi chi non ne approfitta entro quella data non ne usufruisce in pieno. Inoltre la promozione vale per un certo numero di litri di benzina. Se venissero esauriti tutti i litri a disposizione prima della suddetta data, finirebbe anche la promozione.
In questi giorni viene infatti trasmesso uno spot tv che dice: "Scegli un'auto della gamma Fiat e avrai il prezzo del carburante bloccato a 1€ per 3 anni".
"Fiat sta facendo sperare gli automobilisti italiani di potersi liberare finalmente del caro benzina fino al 2015: compri una Fiat e per tre anni fai benzina sempre a 1 euro", spiega Altroconsumo, che ha segnalato la campagna promozionale della Supercard Fiat-IP all'Antitrust come ingannevole.
Nella nota di Altroconsumo l'offerta viene criticata perché valida solo nei distributori IP e perché ha scadenza (il termine è il 31 dicembre del 2015) e quindi chi non ne approfitta entro quella data non ne usufruisce in pieno. Inoltre la promozione vale per un certo numero di litri di benzina. Se venissero esauriti tutti i litri a disposizione prima della suddetta data, finirebbe anche la promozione.
sabato 16 giugno 2012
Panico per allarme zombie in Usa: le autorità sono costrette a smentire la notizia
Povero senzatetto di Miami sfigurato da un uomo nudo che gli ha letteralmente mangiato la faccia.
Studente del Maryland fa a pezzi il suo compagno di stanza e poi ne mangia il cuore e il cervello.
Uomo del New Jersey si accoltella violentemente per cinquanta volte davanti alla polizia locale su cui poi getta pezzi del suo intestino.
Attore porno canadese smembra il corpo di un giovane e, dopo averne mangiate le carni, ne spedisce per posta i restanti pezzi.
Sono tutti episodi recenti di cronaca americana.
Ma ciò che stupisce ancora di più di questi atroci avvenimenti è il risvolto quasi tragicomico cui hanno portato queste vicende: negli Stati Uniti è scattato l’allarme zombie! Tramite i social network, la voce ha preso piede in pochissimo tempo e da dei casi isolati di cannibalismo si è passati velocemente alla notizia di una violenta epidemia di zombie allargatasi a macchia d’olio su tutti gli stati americani.
A questo punto è stato costretto a intervenire il Governo statunitense che tramite il Cdc, (Centers for Disease Control and Prevention) la serissima agenzia federale americana per il controllo e la prevenzione delle malattie controllata dal ministero della Sanità (paragonabile, per capirci, all’Istituto superiore di Sanità), ha smentito ufficialmente e in modo scrupolosamente scientifico la diceria che vede il Paese vittima di un’epidemia di antropofagia.
(da Nerosubianco)
Sono tutti episodi recenti di cronaca americana.
Ma ciò che stupisce ancora di più di questi atroci avvenimenti è il risvolto quasi tragicomico cui hanno portato queste vicende: negli Stati Uniti è scattato l’allarme zombie! Tramite i social network, la voce ha preso piede in pochissimo tempo e da dei casi isolati di cannibalismo si è passati velocemente alla notizia di una violenta epidemia di zombie allargatasi a macchia d’olio su tutti gli stati americani.
A questo punto è stato costretto a intervenire il Governo statunitense che tramite il Cdc, (Centers for Disease Control and Prevention) la serissima agenzia federale americana per il controllo e la prevenzione delle malattie controllata dal ministero della Sanità (paragonabile, per capirci, all’Istituto superiore di Sanità), ha smentito ufficialmente e in modo scrupolosamente scientifico la diceria che vede il Paese vittima di un’epidemia di antropofagia.
(da Nerosubianco)
mercoledì 13 giugno 2012
Terremoto e bufale: la punizione divina
Secondo il blog cattolico Pontifex, il terremoto sarebbe arrivato nientepopodimeno che come punizione divina nella zona della blasfemia.
Mi limito a citare, perché non credo siano necessarie spiegazioni scientifiche per smontare questa tesi delirante!
"Il nord Italia ha temuto il peggio. Al mattino, una scossa abbastanza forte, ha fatto sussultare Milano, Reggio, Genova. Fortunatamente non sono accaduti danni alle persone e tanto meno alle cose. Ma riflettiamo. Nella Bibbia il terremoto si avverte sempre nei momenti di massimo sdegno da parte di Dio. Quando Cristo muore sulla Croce, ucciso dall'ignavia di Pilato e dalla ferocia deicida degli ebrei, la terra è scossa da un terremoto. E' corretto dire che a volte Dio parla con terremoti ed eventi della natura (vedi diluvio universale). Direte, che cosa ci azzecca il terremoto. Chiedetevi che cosa era accaduto prima del terremoto? A Milano Castellucci ha mandato sulla scena, osannato dai soliti cortigiani e dalla cricca di giornalisti progressisti e di un teologo che merita la scomunica, un lavoro blasfemo ed offensivo del volto di Dio. Negli stessi momenti, via tv, Crozza, canzonava il papa facendone l'imitazione. Credete che questi due avvenimenti siano ... ... stati graditi a Dio? Che stiamo dando, tutti, una dimostrazione di fedeltà? Ecco, puntuale, il segno del terremoto. Dio non ci punisce, ma ci ricorda con eventi misteriosi ed anche carichi di terrore, che siamo sulla cattiva strada, che ci stiamo allontanando da Lui e che, chi cammina male, finisce ancor peggio. Ora i soliti scientisti ci attaccheranno definendoci antiquati, vecchi e simili. Ma fateci caso: il terremoto, non una pioggia, una nevicata, una bomba. Proprio il terremoto è arrivato nella zona della blasfemia. Dio si sta stancando di noi, meglio: noi stiamo stancando Dio. Kyrie Eleison."
Mi limito a citare, perché non credo siano necessarie spiegazioni scientifiche per smontare questa tesi delirante!
"Il nord Italia ha temuto il peggio. Al mattino, una scossa abbastanza forte, ha fatto sussultare Milano, Reggio, Genova. Fortunatamente non sono accaduti danni alle persone e tanto meno alle cose. Ma riflettiamo. Nella Bibbia il terremoto si avverte sempre nei momenti di massimo sdegno da parte di Dio. Quando Cristo muore sulla Croce, ucciso dall'ignavia di Pilato e dalla ferocia deicida degli ebrei, la terra è scossa da un terremoto. E' corretto dire che a volte Dio parla con terremoti ed eventi della natura (vedi diluvio universale). Direte, che cosa ci azzecca il terremoto. Chiedetevi che cosa era accaduto prima del terremoto? A Milano Castellucci ha mandato sulla scena, osannato dai soliti cortigiani e dalla cricca di giornalisti progressisti e di un teologo che merita la scomunica, un lavoro blasfemo ed offensivo del volto di Dio. Negli stessi momenti, via tv, Crozza, canzonava il papa facendone l'imitazione. Credete che questi due avvenimenti siano ... ... stati graditi a Dio? Che stiamo dando, tutti, una dimostrazione di fedeltà? Ecco, puntuale, il segno del terremoto. Dio non ci punisce, ma ci ricorda con eventi misteriosi ed anche carichi di terrore, che siamo sulla cattiva strada, che ci stiamo allontanando da Lui e che, chi cammina male, finisce ancor peggio. Ora i soliti scientisti ci attaccheranno definendoci antiquati, vecchi e simili. Ma fateci caso: il terremoto, non una pioggia, una nevicata, una bomba. Proprio il terremoto è arrivato nella zona della blasfemia. Dio si sta stancando di noi, meglio: noi stiamo stancando Dio. Kyrie Eleison."
lunedì 11 giugno 2012
Terremoto e bufale: i cambiamenti climatici
Secondo Gianvito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, intervistato da Adnkronos, "La più grande bufala sul terremoto è quella che lo imputa ai cambiamenti climatici.
Pura fantasia, alla quale si contrappone una realtà fatta di rischi idrogeologici che, spiega Graziano, "interessano più del 70% dei comuni italiani". Contro questa situzione si può comunque fare molto, uscendo dall'ottica dell'emergenza e iniziando ad investire sul territorio.
Pura fantasia, alla quale si contrappone una realtà fatta di rischi idrogeologici che, spiega Graziano, "interessano più del 70% dei comuni italiani". Contro questa situzione si può comunque fare molto, uscendo dall'ottica dell'emergenza e iniziando ad investire sul territorio.
domenica 10 giugno 2012
Terremoto e bufale: anni di scosse
Qualcuno ha detto che lo sciame sismico potrebbe addirittura durare anni.
Una previsione allarmistica, secondo Gianvito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, che se dovesse azzardare una previsione ipotizzerebbe "al massimo alcuni mesi".
In ogni caso, ha precisato Graziano, "è una cosa che non si può prevedere: studiare, sì, e anche fornire probabilità giorno per giorno, ma parlare di anni mi sembra un'ipotesi improbabile".
Una previsione allarmistica, secondo Gianvito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, che se dovesse azzardare una previsione ipotizzerebbe "al massimo alcuni mesi".
In ogni caso, ha precisato Graziano, "è una cosa che non si può prevedere: studiare, sì, e anche fornire probabilità giorno per giorno, ma parlare di anni mi sembra un'ipotesi improbabile".
venerdì 8 giugno 2012
Terremoto e bufale: trivellazioni, fracking e stoccaggio del gas
L'ultima bufala sul terremoto, in ordine di tempo, imputa il sisma alle indagini petrolifere, tra trivellazioni, fracking e stoccaggio del gas metano nel sottosuolo.
Una ipotesi diffusasi sul web e ripresa anche dalla trasmissione tv Report, di solito affidabile, ma che stavolta è evidentemente caduta nel tranello.
Una ipotesi montata su un nulla di fatto, secondo i geologi.
Gianvito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, sottolinea che "le forze in gioco sono talmente tanto più grandi di quello che potrebbe essere l'effetto di una trivellazione, da rendere questa ipotesi fantasiosa".
Riporto come testimonianza alcuni stralci dell'articolo di Enzo Boschi (università di Bologna), scritto dopo le prime scosse e pubblicato su Quotidiano energia del 21 maggio:
Una ipotesi diffusasi sul web e ripresa anche dalla trasmissione tv Report, di solito affidabile, ma che stavolta è evidentemente caduta nel tranello.
Una ipotesi montata su un nulla di fatto, secondo i geologi.
Gianvito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, sottolinea che "le forze in gioco sono talmente tanto più grandi di quello che potrebbe essere l'effetto di una trivellazione, da rendere questa ipotesi fantasiosa".
Riporto come testimonianza alcuni stralci dell'articolo di Enzo Boschi (università di Bologna), scritto dopo le prime scosse e pubblicato su Quotidiano energia del 21 maggio:
"La sequenza sismica [...] è situata in piena pianura emiliana ad una profondità ipocentrale tra 6 e più chilometri. [...] Il sottosuolo è [...] interessato da deformazioni sepolte riferibili principalmente, come evoluzione, al Pliocene Superiore e Quaternario (fino ai tempi recenti).
Le dettagliate ed approfondite ricerche [...] per la ricerca degli idrocarburi [...] hanno rivoluzionato le conoscenze relative agli assetti strutturali dell’intera Pianura Padana e ai suoi rapporti con la Catena Appenninica.
Le “Pieghe Ferraresi” sono [...] le strutture sismogenetiche interessate dalla attuale sequenza sismica. Esse possono essere caratterizzate da una attività sismica di bassa e media intensità, quindi con magnitudo tipicamente fino a 6.0 [...].
Amplia letteratura INGV (ndr: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) è già disponibile su web oltre ai report tecnici preparati per i progetti operativi sui giacimenti e stoccaggi in zona da anni, e studi [...] sono in corso in queste ore di emergenza sismica, per verificare che in una zona così densa di gas naturale nel sottosuolo, sia in giacimenti che in stoccaggi, non vi siano fughe di gas negli acquiferi superficiali e nei suoli: i primi riscontri stanno appurando che effettivamente pericoli non ve ne sono, come atteso.
[...] Tutto ciò fu ben dettagliato nel passato da me medesimo negli anni scorsi, anche in incontri pubblici a Mirandola, nell’ambito del possibile approfondimento di studi che poteva portare o meno ad ulteriore sito di stoccaggio gas naturale in Pianura Padana che è la zona migliore in Italia per questo tipo di infrastrutture strategiche: si tenga presente infatti che tutto il bacino padano è caratterizzato depositi di copertura impermeabile con spessori di 4-5 km nel margine settentrionale, per arrivare fino a 12 km, con annessa presenza sottostante di serbatoi di idrocarburi [...].
Tali giacimenti si sono conservati bene in profondità, nonostante le centinaia di sequenze sismiche che, durante gli ultimi periodi geologici, hanno subito [...].Non si hanno ad oggi notizie di variazioni/incidenti ai siti di stoccaggio gas della Stogit nella regione [...].
Si fa altresì presente che la struttura sismogenetica che si sta muovendo NON ospita uno stoccaggio di gas naturale al momento e quindi nessuno potrà dire che “sono i siti di stoccaggio gas a creare i terremoti di magnitudo moderata, come quelli di questi giorni."
Il testo completo si può leggere qui: http://www.petrolioegas.it/wp-content/uploads/2012/06/www.quotidianoenergia.it_Boschi.pdf
martedì 5 giugno 2012
Terremoto e bufale: il magma misterioso
Si mormora che, in puro stile lovecraftiano, dalle spaccature del suolo create dal terremoto sia fuoriuscito un magma misterioso non identificato.
Ovviamente anche in questo caso si tratta di fantasiosi allarmismi.
Probabilmente questa bufala ha origine dall'osservazione di un fenomeno naturale assolutamente nornale e conosciuto dai geologi: la liquefazione delle sabbie.
La liquefazione ha bisogno di caratteristiche ed elementi precisi e concomitanti per manifestarsi: servono terreni sabbiosi immersi in acqua, come nel caso della Pianura Padana attraversata dagli alvei di paleofiumi, e una scossa sismica a provocare un forte scuotimento. L'acqua va in sovrapressione e la sabbia di conseguenza perde di aderenza, trasformandosi nel fango letteralmente eruttato con il terremoto.
"Il fenomeno non può avvenire né su terreni argillosi, né su quelli rocciosi e anche per i terreni sabbiosi e' necessaria la giusta tipologia di sabbia perche' la liquefazione abbia luogo: devono essere sabbie compatte e recenti come quelle della Pianura Padana, che non hanno avuto il tempo di compattarsi e sono ancora soffici.
In più, i sedimenti sabbiosi immersi in falda devono venire in superficie, come nel caso dei dossi dei paleofiumi. E la maggior parte dei piccoli comuni della zona colpita risiedono proprio su questi dossi. Questo perche' dopo l'estinzione del paleofiume, i suoi argini si sono trasformati nelle uniche zone in rilievo della zona e lì, come sulle colline, sono stati costruiti i paesi nel corso dei secoli", ha spiegato Raffaele Brunaldi, consigliere regionale dei geologi emiliani.
Ovviamente anche in questo caso si tratta di fantasiosi allarmismi.
Probabilmente questa bufala ha origine dall'osservazione di un fenomeno naturale assolutamente nornale e conosciuto dai geologi: la liquefazione delle sabbie.
La liquefazione ha bisogno di caratteristiche ed elementi precisi e concomitanti per manifestarsi: servono terreni sabbiosi immersi in acqua, come nel caso della Pianura Padana attraversata dagli alvei di paleofiumi, e una scossa sismica a provocare un forte scuotimento. L'acqua va in sovrapressione e la sabbia di conseguenza perde di aderenza, trasformandosi nel fango letteralmente eruttato con il terremoto.
"Il fenomeno non può avvenire né su terreni argillosi, né su quelli rocciosi e anche per i terreni sabbiosi e' necessaria la giusta tipologia di sabbia perche' la liquefazione abbia luogo: devono essere sabbie compatte e recenti come quelle della Pianura Padana, che non hanno avuto il tempo di compattarsi e sono ancora soffici.
In più, i sedimenti sabbiosi immersi in falda devono venire in superficie, come nel caso dei dossi dei paleofiumi. E la maggior parte dei piccoli comuni della zona colpita risiedono proprio su questi dossi. Questo perche' dopo l'estinzione del paleofiume, i suoi argini si sono trasformati nelle uniche zone in rilievo della zona e lì, come sulle colline, sono stati costruiti i paesi nel corso dei secoli", ha spiegato Raffaele Brunaldi, consigliere regionale dei geologi emiliani.
domenica 3 giugno 2012
Terremoto e bufale: si poteva prevedere il sisma
La questione delle previsioni è sempre un tema dibattuto in caso di terremoto, soprattutto negli ultimi anni, dal sisma de L'Aquila in poi.
Un mito da sfatare, secondo il presidente dei geologi Gianvito Graziano, perché "prevedere un terremoto semplicemente, ad oggi, non è possibile. E' giusto continuare a studiare e non arrendersi al fatto che ancora non abbiamo trovato la chiave di lettura di questi eventi, ma oggi è solo possibile fare delle previsioni probabilistiche". E anche quando si parla di probabilità tutto può accadere: in Emilia la probabilità di un sisma era appena dell'1%.
Un mito da sfatare, secondo il presidente dei geologi Gianvito Graziano, perché "prevedere un terremoto semplicemente, ad oggi, non è possibile. E' giusto continuare a studiare e non arrendersi al fatto che ancora non abbiamo trovato la chiave di lettura di questi eventi, ma oggi è solo possibile fare delle previsioni probabilistiche". E anche quando si parla di probabilità tutto può accadere: in Emilia la probabilità di un sisma era appena dell'1%.
venerdì 1 giugno 2012
Terremoto e bufale: l'Haarp e le onde radio
Ogni volta che c'è una calamità, ecco arrivare anche polemiche,
dubbi, interpretazioni e notizie allarmistiche spesso priva
difondamento.
Il terremoto in Emilia non è da meno e, complici i social network
che ne favoriscono la diffusione, si stanno diffondendo una serie di
bufale più o meno improbabili.
In questi giorni chercherò di fare un po' di chiarezza.
E comincio da una delle ipotesi più fantasiose, nata durante il terremoto in Giappone dell'anno scorso, secondo cui la colpa sarebbe dell'Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program) un impianto civile e militare situato in Alaska, di proprietà del governo degli Stati Uniti, che si occupa di ricerche sulla ionosfera e sulle onde radio.
Secondo alcuni complottisti, infatti, il sisma scatenatosi in Emilia Romagna non sarebbe un evento naturale, ma un disastro creato ad hoc, da non precisate fonti di potere, che si sono servite dell’Haarp.
"Il peccato originale, secondo alcuni, della Haarp è nella sua matrice militare. Infatti, mentre la stragrande maggioranza delle ricerche sono di dominio pubblico, monitorate anche dal United States Environmental Protection Agency, una piccola parte di esse è ad uso militare, e quindi riservata. Le teorie complottistiche, le stesse che in molti ricorderanno a proposito delle famose scie chimiche, puntano il dito contro le ricerche segrete della Haarp, finalizzate, secondo questi, allo sconvolgimento delle condizioni climatiche e sismiche di determinati territori, come se le antenne della Haarp fossero canne di fucile pronte a colpire verso la sventurata nazione che vuole opporsi allo zio Sam" (da Befan.it).
Per quanto parte della ricerca effettuata possa essere segreta (è un sito militare) la possibilità che l'impianto possa generare terremoti è assolutamente in contrasto con le leggi della fisica. "Le quantità di energia in gioco - spiega Paolo Attivissimo su Il Disinformatico - non sono nemmeno lontanamente paragonabili. HAARP ha una potenza di emissione di circa 3,6 megawatt: un dato che chi sostiene queste teorie potrebbe benissimo verificare, se davvero volesse fare chiarezza, andando nelle vicinanze dell'installazione con un po' di strumentazione facilmente acquistabile. È poco più della potenza di emissione massima di Radio Montecarlo in onde lunghe!"
Per una documentazione più tecnica, rimandiamo a un articolo su HAARP dell'astronomo Gianni Comoretto >>
In questi giorni chercherò di fare un po' di chiarezza.
E comincio da una delle ipotesi più fantasiose, nata durante il terremoto in Giappone dell'anno scorso, secondo cui la colpa sarebbe dell'Haarp (High Frequency Active Auroral Research Program) un impianto civile e militare situato in Alaska, di proprietà del governo degli Stati Uniti, che si occupa di ricerche sulla ionosfera e sulle onde radio.
Secondo alcuni complottisti, infatti, il sisma scatenatosi in Emilia Romagna non sarebbe un evento naturale, ma un disastro creato ad hoc, da non precisate fonti di potere, che si sono servite dell’Haarp.
"Il peccato originale, secondo alcuni, della Haarp è nella sua matrice militare. Infatti, mentre la stragrande maggioranza delle ricerche sono di dominio pubblico, monitorate anche dal United States Environmental Protection Agency, una piccola parte di esse è ad uso militare, e quindi riservata. Le teorie complottistiche, le stesse che in molti ricorderanno a proposito delle famose scie chimiche, puntano il dito contro le ricerche segrete della Haarp, finalizzate, secondo questi, allo sconvolgimento delle condizioni climatiche e sismiche di determinati territori, come se le antenne della Haarp fossero canne di fucile pronte a colpire verso la sventurata nazione che vuole opporsi allo zio Sam" (da Befan.it).
Per quanto parte della ricerca effettuata possa essere segreta (è un sito militare) la possibilità che l'impianto possa generare terremoti è assolutamente in contrasto con le leggi della fisica. "Le quantità di energia in gioco - spiega Paolo Attivissimo su Il Disinformatico - non sono nemmeno lontanamente paragonabili. HAARP ha una potenza di emissione di circa 3,6 megawatt: un dato che chi sostiene queste teorie potrebbe benissimo verificare, se davvero volesse fare chiarezza, andando nelle vicinanze dell'installazione con un po' di strumentazione facilmente acquistabile. È poco più della potenza di emissione massima di Radio Montecarlo in onde lunghe!"
martedì 29 maggio 2012
Stipendi dei docenti universitari. L'errore del Giornale
Secondo quanto scrive Francesca Gallacci sul Giornale (26 maggio), i professori universitari italiani, con 13.667 euro mensili lordi al mese, sarebbero i più pagati dell’Unione Europea.
La “notizia” sarebbe basata su un’indagine condotta dal quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung (NZZ).
Considerando dodici mensilità, i professori ordinari guadagnerebbero, secondo il Giornale, ben 164.004 € all’anno, cifra che li colloca ai vertici mondiali nel confronto con i colleghi di pari grado di altri paesi.
Qualcosa che non torna... mi pare evidente che la giornalista è caduta in un errore, smontata in modo dettagliato dal sito Roar.
C’è un modo semplice per capire come stanno veramente le cose: consultare la Banca Dati Economica del MIUR (liberamente accessibile dal web)
Ed ecco quali sono davverogli stipendi lordi annuali medi per ciascuna categoria:
90.970 €: Professori Ordinari a tempo pieno
62.980 €: Professori Associati confermati a tempo pieno
75.920 €: Totali Professori
41.200 €: Totali Ricercatori
60.730 €: Totali Professori e ricercatori
Ora, queste retribuzioni potranno sembrarvi o meno troppo alte, ma di certo non si avvicinano neanche lontanamente al dato iperbolico pubblicato dal Giornale, di 164.004 € annui per un professore ordinario.
Ma allora le cifre citate dal Giornale da dove spuntano fuori ?
Andando a leggere la fonte, ovvero l’articolo della Neue Zürcher Zeitung (NZZ), salta all’occhio che gli stipendi sono espressi in franchi. Evidentemente la giornalista ha quindi riportato tali e quali i numeri della NZZ relativi ai professori ordinari, scrivendo che erano in euro quando invece erano in franchi.
Considerando dodici mensilità, i professori ordinari guadagnerebbero, secondo il Giornale, ben 164.004 € all’anno, cifra che li colloca ai vertici mondiali nel confronto con i colleghi di pari grado di altri paesi.
Qualcosa che non torna... mi pare evidente che la giornalista è caduta in un errore, smontata in modo dettagliato dal sito Roar.
C’è un modo semplice per capire come stanno veramente le cose: consultare la Banca Dati Economica del MIUR (liberamente accessibile dal web)
Ed ecco quali sono davverogli stipendi lordi annuali medi per ciascuna categoria:
90.970 €: Professori Ordinari a tempo pieno
62.980 €: Professori Associati confermati a tempo pieno
75.920 €: Totali Professori
41.200 €: Totali Ricercatori
60.730 €: Totali Professori e ricercatori
Ora, queste retribuzioni potranno sembrarvi o meno troppo alte, ma di certo non si avvicinano neanche lontanamente al dato iperbolico pubblicato dal Giornale, di 164.004 € annui per un professore ordinario.
Ma allora le cifre citate dal Giornale da dove spuntano fuori ?
Andando a leggere la fonte, ovvero l’articolo della Neue Zürcher Zeitung (NZZ), salta all’occhio che gli stipendi sono espressi in franchi. Evidentemente la giornalista ha quindi riportato tali e quali i numeri della NZZ relativi ai professori ordinari, scrivendo che erano in euro quando invece erano in franchi.
martedì 21 febbraio 2012
Canone Rai. Va pagato o no per i pc?
Grande bufera sulla notizia che la Rai avrebbe richiesto il pagamento del canone non solo per il possesso di televisori, ma di qualsiasi apparecchio atto a ricevere il segnale radiotelevisivo.
Tutti gli internauti sul piede di guerra, hanno scatenato un putiferio su Twitter, già scansalizzati all'idea di dovere pagare il canone per il possesso di un pc, tablet o smartphone.
Ma attenzione, non facciamoci prendere dal panico e approfondiamo la notizia:
Il canone ordinario si paga solo per il possesso di un televisore. Quello a cui si riferiva la Rai è il cosiddetto canone speciale, cioè quello dovuto da imprese, società ed enti (quindi fuori dall'ambito familiare) nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage).
"La Rai non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer - ha infatti precisato Rai dopo un confronto con il ministero dello Sviluppo - La lettera inviata dalla Direzione abbonamenti Rai si riferisce al canone speciale dovuto nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori, fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiano già pagato per il possesso di uno o più tv".
Che sia una precisazione o un dietrofront con la coda tra le gambe?
L'importante è che la questione sia stata chiarita.
Tutti gli internauti sul piede di guerra, hanno scatenato un putiferio su Twitter, già scansalizzati all'idea di dovere pagare il canone per il possesso di un pc, tablet o smartphone.
Ma attenzione, non facciamoci prendere dal panico e approfondiamo la notizia:
Il canone ordinario si paga solo per il possesso di un televisore. Quello a cui si riferiva la Rai è il cosiddetto canone speciale, cioè quello dovuto da imprese, società ed enti (quindi fuori dall'ambito familiare) nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage).
"La Rai non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer - ha infatti precisato Rai dopo un confronto con il ministero dello Sviluppo - La lettera inviata dalla Direzione abbonamenti Rai si riferisce al canone speciale dovuto nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori, fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiano già pagato per il possesso di uno o più tv".
Che sia una precisazione o un dietrofront con la coda tra le gambe?
L'importante è che la questione sia stata chiarita.
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