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mercoledì 3 dicembre 2014

Caminetto romantico? Si ma anche tanto inquinante

Dal 2015 niente caminetti accesi a Parigi. Lo prevede la nuova legge anti-inquinamento che entra in vigore il primo gennaio. Secondo la Direzione regionale dell'ambiente e dell'energia (Driee), infatti, il fumo dei caminetti inquina almeno quanto il gas di scarico dei motori diesel.
"E' una questione sanitaria centrale. - spiega il Driee - Il riscaldamento a legna contribuisce fino al 23% delle emissioni totali di polveri fini nella regione di Parigi. Cioè tanto quanto gli scarichi dei veicoli a motore". Viene precisato che un caminetto acceso per mezza giornata emette cioè la stessa quantità di polveri fini di un'automobile che percorre 3500 km.
I medici sono d'accordo nel dire che respirare il fumo del caminetto non fa bene alla salute e che si possono favorire asma e bronchiti croniche.
Il divieto riguarderà circa 125mila famiglia che abitano a Parigi e in 435 comuni della regione Ile-de-France in una zona definita "sensibile per la qualità dell'aria". Anche altre regioni in Francia potrebbero allinearsi alla decisione di Parigi, che segue a sua volta l'esempio di altre capitali europee, come Londra. I soli caminetti consentiti dal 2015 saranno dunque quelli non aperti, ma confinati in appositi recinti chiusi a norma di sicurezza e a prova di inquinamento, sia nei saloni di casa sia dai caminetti sui tetti. (fonte Risorse naturali)

lunedì 17 novembre 2014

I pregiudizi sull'immigrazione

Letta qualche giorno fa su Leggo.it, mi è sembrata interessante da condividere qui: a quanto pare l'italiano medio vede le cose diverse (peggiori?!?) della realtà:

"Secondo i numeri dello studio Ipsos Mori, eseguito nel Regno Unito, l'Italia è il Paese più ignorante d'Europa, cioè 'ignora' la dimensione reale che lo circonda, ed è convinto che tutto vada peggio di come si sviluppa in realtà. Nel nostro Paese, la popolazione pensa che il 30% sia composta da immigrati (in realtà è il 7%), che il 20% siano musulmani (quando sono appena il 4%), che il 48% della popolazione sia over 65 (in realtà il 21%) e che i cittadini disoccupati siano il 49% (quando in realtà sono il 12%)."


In effetti gli stranieri in Italia sono poco più di 5 milioni e mezzo, ossia circa l’8% della popolazione. Solo 300 mila sono gli irregolari. Il Regno Unito è il paese europeo al primo posto per numero di nuovi immigrati con circa 560.000 arrivi ogni anno. Seguono la Germania, la Spagna e poi l’Italia. La Germania è invece il Paese Ue con il maggior numero di stranieri residenti con 7,4 milioni di persone. Seguono la Spagna e poi l’Italia. Siamo sesti inoltre per numero di richieste d’asilo (27.800). Da notare che il Paese col più alto numero di immigrati è anche l’unico che in questo momento sta crescendo economicamente.

Per quanto riguarda la religione, al primo posto fra gli stranieri presenti in Italia ci sono i rumeni che sono oltre un milione. I rumeni per la maggior parte sono ortodossi. In seconda posizione ci sono gli albanesi, quasi 600 mila, per il 70% non praticanti (lascito della dominazione sovietica) e, fra i rimanenti, al 60% musulmani e al 20% ortodossi. Seguono i marocchini, quasi 500 mila, quasi totalmente musulmani, e ancora i cinesi, circa 200 mila, quasi tutti atei. Dunque in larga parte gli stranieri in Italia sono cristiani, oppure atei, solo in piccola parte professanti l’Islam.

giovedì 13 novembre 2014

Ebola in Texas o leggenda metropolitana? Il ruolo del web tra malafede e ignoranza

Marta Serafini, nel suo blog "6 gradi" su Corriere.it riporta una storia che è diventata virale su Facebook. E cioè quella della cittadina di Purdon, in Texas, messa interamente in quarantena dopo che a un componente di una famiglia è stato diagnosticato l’Ebola.
"Questa notizia - specifica Serafini - è totalmente inventata. Ma oltre 340 mila persone l’hanno condivisa sulle loro bacheche credendola vera".

Secondo Craig Silverman, fondatore di Emergent.Info, gruppo che si occupa di monitorare la diffusione delle bufale sul web, questo è solo l’ultimo capitolo di un fenomeno già noto da tempo. Ci sono notizie false che vengono messe in circolazione su certi tipi di siti al solo scopo di generare traffico, condivisioni e like. Notizie che, però, generano il panico e si ingigantiscono.
A volte si tratta di storie create ad hoc dagli uffici marketing per creare "buzz" su un determinato argomento. Altre volte sono i siti di bufale che le diffondono per attirare click.
A volte addirittura le notizie, che vorrebberoe ssere, nelle intenzioni, degli autori, esplicitamente false, vengono pubblicate su siti è di stampo satirico ma, dopo che la notizia inizia a girare sulle bacheche social, accade talvolta che qualche organo di informazione più accreditato la riprenda e la riproponga come “vera”. A volte in buona fede a volte no. In altri casi capita infatti che sia la mancanza di controverifiche a far scattare questo meccanismo. Ma c’è anche chi ci mette del dolo. E sfrutta morbosità e argomenti di sicuro richiamo (dal sesso alle malattie) per attirare utenti.

"E si tratta - scrive Serafini - di una strategia che fino ad oggi ha dato buoni frutti". Il sito National Report ha ottenuto in un solo giorno 2 milioni di visitatori unici diffondendo la bufala di cui parlavo all'inizio sulla cittadina del Texas infettata da Ebola. Ottenendo un numero maggiore di contatti che spesso si traduce in maggiore investimenti pubblicitari. "Non importa se le informazioni veicolate sono verificate o meno. Soprattutto agli inserzionisti meno “raffinati” interessa stare sulle pagine dove vanno tutti. La faccenda preoccupa anche Facebook. Se infatti il social network di Zuckerberg vuole accreditarsi come veicolo di informazione e attirare investimenti pubblicitari di qualità non può ignorare che le sue bacheche diventino un mezzo per diffondere link tossici”.

venerdì 31 ottobre 2014

Dolcetto o scherzetto: è pericoloso per i bambini?

Wired, in occasione di Halloween, dedica un articolo alle bufale legate a questa festività.
In particolare si aprla della tradizione del "dolcetto o scherzetto", dove i bambini pattugliano il quartiere alla ricerca di dolciumi. Un tempo al vedevamo solo nei film e telefilm americani, ma ormai questo uso si è diffuso molto anche in Italia.
 "Secondo molti - scrive Wired - questo metterebbe i pargoli alla mercé di veri e propri sadici, che non aspetterebbero altro che Halloween per fare del male ai bambini. Come? Tipicamente con caramelle avvelenate o dolciumi contenenti spilli e lamette (in particolare le famose mele candite).
Per fortuna, è solo un mito. Come spiega lo storico Cesare Bermani in Il bambino è servito: leggende metropolitane in italia, due sociologi hanno cercato di capire se e quanto fossero diffusi questi casi. Ma analizzando i giornali americani nel periodo tra il 1958 e il 1985, gli studiosi non sono riusciti a trovare documentazione nemmeno di un solo bambino ucciso, o gravemente ferito, in queste maniere orribili. Abbondano invece le segnalazioni di presunte tragedie sventate, ma non ci sono quasi mai prove che sia stato un estraneo contaminare i dolciumi, mentre ci sono indizi che coinvolgono o i bambini stessi, o i loro parenti.
Sicuramente la notte di Halloween del 1974 un bambino è morto per una caramella avvelenata, ma il piccolo Timothy Marc O’Bryan era stato avvelenato dal padre, non da un misterioso uomo nero.
Come ha specificato uno degli autori dello studio, non è possibile provare con assoluta certezza che nessun bambino sia mai stato ucciso come vorrebbe la leggenda, ma se si trattasse dell’epidemia di sadismo dipinta da alcuni media, sicuramente a questo punto sarebbero affiorate delle solide prove.
Questo non significa che i bambini non corrano pericoli ad Halloween: il governo americano ha stilato una lista di avvertenze per trascorrere una festa serena, e al primo posto mette la sicurezza stradale. Con tanti bambini per strada, infatti, aumenta sensibilmente il rischio di incidenti, anche fatali."

lunedì 27 ottobre 2014

Bufale spaziali con Paolo Attivissimo

"Bufale spaziali" è il titolo dell’ultimo incontro organizzato dalla Società Astronomica G.V.Schiaparelli e che si svolgerà venerdì 14 novembre alla sala Montanari di via Bersaglieri a Varese. Per chiudere il ciclo di conferenze denominato “Incontri tra cielo e Terra”, l’associazione nata nel 1956 per volere del prof. Furia, e che da allora si occupa della gestione dell’Osservatorio Astronomico di Campo dei Fiori e di innumerevoli attività di divulgazione scientifica, ha scelto il giornalista e divulgatore Paolo Attivissimo, seguitissimo smascheratore di bufale.

Si, perchè credenze sballate e leggende metropolitane non risparmiano il mondo dell’astronomia, che, come tutti gli ambiti della scienza, dovrebbe poggiare su solide basi di osservazione e sperimentazione.
Abbondano infatti le notizie strambe legate a segni zodiacali, oroscopi e alieni. Inoltre c’è chi dice che lo sbarco sulla Luna fu simulato in uno studio ad Hollywood, che i russi hanno nascosto la morte di tanti cosmonauti, che un asteroide ci colpirà nel 2036, che la NASA nasconde prove di vite aliene e molto, moltissimo altro ancora. L’esplorazione spaziale, che fino ad un secolo fa pareva ai più come qualcosa di impossibile, ha generato, forse proprio a causa della sua eccezionalità, miti, leggende e bufale che Paolo Attivissimo smonterà per lasciarci scoprire il fascino e i drammi delle avventure reali, spesso più incredibili di qualsiasi leggenda. Autore del libro: “Luna? Sì, ci siamo andati!” e del documentario spaziale “Moonscape” analizzerà scientificamente diversi miti portandoci nello spazio, quello vero, insieme ai pionieri del cosmo.
La serata, ad ingresso gratuito, si terrà presso la Sala Montanari (ex Cinema Rivoli, via dei Bersaglieri) gentilmente concessa dal Comune di Varese, venerdì 14 novembre alle ore 21. Tutte le informazioni su questa serata e le attività della Società Astronomica G.V.Schiaparelli si possono trovare sul sito www.astrogeo.va.it.
(fonte varesenews.it)

mercoledì 20 marzo 2013

Le bugie dei politici

Oggi ho scovato un curioso sito che controlla la veridicità delle affermazioni dei politici. Si tratta di Pagella Politica, un progetto che mira a monitorare le dichiarazioni dei principali esponenti politici italiani, al fine di valutarne la veridicità attraverso numeri e fatti.
La missione, secondo quanto dichiarano i dieci giovani autori, è "iniettare una dose di oggettività nella dialettica politica italiana".
"Pagella Politica - spiegano - non si propone come indicatore statisticamente valido circa la credibilità dei singoli politici. Il diverso numero di dichiarazioni analizzate e il limitato arco temporale di operatività non consentono, allo stato attuale, un paragone statisticamente rilevante. Le visualizzazioni grafiche delle dichiarazioni verificate vogliono essere una guida semiseria all’affidabilità delle dichiarazioni dei politici. Ovviamente non possono essere considerate a loro volta delle rappresentazioni precise: non abbiamo verificato tutte le dichiarazioni mai fatte da ogni politico che seguiamo, ma col passare del tempo speriamo di avere numeri abbastanza elevati per dare almeno un’idea di massima sulla coerenza del politico in questione".

domenica 17 marzo 2013

Bufale nel Web. Incontro con Paolo Attivissimo

Paolo Attivissimo
Paolo Attivissimo
"Se non lo condividi, sei senza cuore: propagazione delle bufale nel Web" è l'ironico titolo di un icontro organizzato al Politecnico di Milano con Paolo Attivissimo, scrittore, giornalista informatico e autore del blog Il Disinformatico.

L'appuntamento è per il 20 marzo 2013 alle ore 17.30 nell'Aula Rogers, Campus Leonardo, in Via Bonardi 3.

In Attraverso esempi concreti presi dalla cronaca giornalistica e dai social network, verranno illustrate le principali tecniche d'indagine sulle notizie e sugli appelli circolanti nei media digitali per verificarne l'autenticità e smascherare i falsi, le principali ragioni sociali e psicologiche che favoriscono la diffusione delle informazioni fasulle anche quando sono palesemente errate o implausibili, e le tecniche e le motivazioni della creazione di questi veri e propri miti moderni.

Per porre domande per Paolo Attivissimo è possibile scrivere agli organizzatori via Facebook (www.facebook.com/polimi), Twitter (www.twitter.com/polimi) oppure a socialmedia@polimi.it.
Per parteciapre all'incontro, è obbligatorio preiscriversi scrivendo a socialmedia@polimi.it.

martedì 22 gennaio 2013

Sindrome di Hikikomori: adolescenti sempre più web-dipendenti

Secondo le ultime rilevazioni, in Italia starebbe aumentando la web-dipendenza negli studenti tra gli 11 e 16 anni. 240mila ragazzini e adolescenti italiani passano mediamente più di tre ore al giorno davanti al pc, e ormai sono sempre più diffusi disturbi gravi come la sindrome di Hikikomori, prima presente solo in Giappone.
A segnalare il fenomeno è la Fnomceo (Federazione italiana degli ordini dei medici) dal suo sito.
La sindrome di Hikikomori è una dipendenza che riguarda diversi adolescenti e si traduce in un isolamento sociale, caratterizzato dalla costante presenza sul computer e dall’uscita di scuola fino a tarda notte. Presente in Giappone dalla seconda metà degli anni ottanta, dagli anni duemila si è diffuso anche in Usa e Europa. Questi bambini e adolescenti frequentano la scuola con un profitto sufficiente e poi vengono completamente assorbiti dalla realtà parallela, non hanno amici se non la playstation o il computer, e trascorrono 10-12 ore quotidianamente in una dimensione virtuale.
“Purtroppo di questo le istituzioni italiane - rileva la Fnomceo - non sembrano preoccuparsi ed è un limite evidente, giacché la realtà sociale è fatta anche e soprattutto di queste problematiche, con un’espansione clinica che valutiamo quotidianamente”.
Questi adolescenti non sono autistici, né soffrono di fobia scolare, secondo i medici: “il più delle volte riescono a raggiungere la sufficienza nelle materie scolastiche, confermando che frequentano l’ambiente didattico come una sorta di obbligo, e poi si ritirano dal mondo reale per calarsi completamente in quello virtuale”. Rifiutano le attività ludiche e trasferiscono tutto in un contenitore virtuale che assorbe la loro vita.
“E’ una delle forme emergenti di dipendenzache spesso viene confusa con situazioni psicopatologiche diverse. - conclude la Fnomceo - Va affrontata e prevenuta innanzitutto attraverso la conoscenza del fenomeno che è ancora sottaciuto”.
(da adginforma.it)

martedì 10 luglio 2012

Primi rilievi sulla Corazzata Roma: bloccato il Golfo dell'Asinara

Riposa a mille metri di profondità il relitto della corazzata Roma, a 16 miglia al largo nel Golfo dell'Asinara. Oggi sono iniziati i rilievi in mare per l'identificazione e la catalogazione dei resti e la mappatura completa del sito. La notizia del ritrovamento, diffusa il 28 giugno, ha scatenato la nostalgia di coloro che hanno seguito da vicino e fin dall'inizio la vicenda dell'affondamento, avvenuto nel 1943 all'indomani dell'armistizio. E chissà quanti curiosi avrebbero il desiderio di andare a controllare di persona le operazioni di catalogazione, che andranno avanti fino al 30 settembre a cura dell'ingegner Guido Gay (titolare della società Gaymarine srl che ha trovato il relitto), con la supervisione dello Stato Maggiore della Marina, dell’Istituto Idrografico della Marina, del Comando Militare Marittimo Autonomo in Sardegna, della Capitaneria di Porto di Porto Torres e della Soprintendenza per i beni archeologici di Sassari.

Ma al sito non ci si può avvicinare: la Capitaneria di porto di Porto Torres ha emanato un'ordinanza, la numero 35/12, che prevede l’interdizione del tratto di mare alla navigazione, al transito, alla sosta, all’ancoraggio, alla pesca e, comunque, a qualsiasi altra attività di superficie o subacquea non direttamente connessa con l’effettuazione dei rilievi in questione; l’obbligo, per le unità in transito, di mantenersi ad una distanza minima di 1 miglio nautico dall’area interessata e, comunque, dalle unità impegnate.
(da Indie Trend)

giovedì 28 giugno 2012

Asinara: ritrovata la corazzata Roma

La corazzata Roma
«Abbiamo la certezza di aver trovato il relitto della corazzata Roma. È al largo dell'Asinara, nel canyon di Castelsardo, a 1200 metri di profondità».
Lo afferma Francesco Scavelli, regista della Bluimage Productions.

Dopo cinque anni di ricerca il team guidato dallo stesso Scavelli ha individuato il relitto più importante della Seconda Guerra Mondiale, l'ammiraglia della Regia Marina affondata dalle bombe tedesche il 9 settembre 1943, all'indomani dell'armistizio. «La conferma -spiega Scavelli - ci è giunta dall'elaborazione magnetometrica dei dati. La prossima settimana, con attrezzature scientifiche all'avanguardia, scenderemo negli abissi al largo dell'Asinara per osservare e filmare il relitto e analizzarlo da vicino».

sabato 16 giugno 2012

Panico per allarme zombie in Usa: le autorità sono costrette a smentire la notizia

Povero senzatetto di Miami sfigurato da un uomo nudo che gli ha letteralmente mangiato la faccia. Studente del Maryland fa a pezzi il suo compagno di stanza e poi ne mangia il cuore e il cervello. Uomo del New Jersey si accoltella violentemente per cinquanta volte davanti alla polizia locale su cui poi getta pezzi del suo intestino. Attore porno canadese smembra il corpo di un giovane e, dopo averne mangiate le carni, ne spedisce per posta i restanti pezzi.
Sono tutti episodi recenti di cronaca americana.
Ma ciò che stupisce ancora di più di questi atroci avvenimenti è il risvolto quasi tragicomico cui hanno portato queste vicende: negli Stati Uniti è scattato l’allarme zombie! Tramite i social network, la voce ha preso piede in pochissimo tempo e da dei casi isolati di cannibalismo si è passati velocemente alla notizia di una violenta epidemia di zombie allargatasi a macchia d’olio su tutti gli stati americani.

A questo punto è stato costretto a intervenire il Governo statunitense che tramite il Cdc, (Centers for Disease Control and Prevention) la serissima agenzia federale americana per il controllo e la prevenzione delle malattie controllata dal ministero della Sanità (paragonabile, per capirci, all’Istituto superiore di Sanità), ha smentito ufficialmente e in modo scrupolosamente scientifico la diceria che vede il Paese vittima di un’epidemia di antropofagia.
(da Nerosubianco)

martedì 12 giugno 2012

Eni si toglie la cravatta: una bella iniziativa per l'ambiente

Paolo Scaroni: eni si toglie la cravatta
Paolo Scaroni si toglie la cravatta
Anche quest'anno Eni, il gruppo guidato da Paolo Scaroni, si toglie la cravatta.
L'operazione "eni si toglie la cravatta" avviata nel 2007, consiste nel mantenere le temperature all'interno degli edifici più alte di 1°C e di contribuire ad un uso più razionale dei condizionatori d'aria. Pur mantenendo uno stile appropriato al luogo di lavoro, si potrà optare per un abbigliamento più fresco e leggero, evitando di indossare la cravatta, se non per circostanze particolarmente formali.

Durante l'edizione del 2011 sono state risparmiate 430.000 kWh di energia elettrica, pari a una riduzione del 9,5% dei consumi elettrici per il condizionamento. Il risparmio complessivo durante i giorni dell'iniziativa corrisponde ai consumi elettrici annui per uso domestico di 360 persone. La quantità di CO2 risparmiata equivale a quella prodotta da circa 1350 viaggi A/R in aereo sulla tratta Milano-Roma e a quella emessa da un'auto nuova per compiere 40 volte il giro del mondo.
Il risparmio economico risultato dell'iniziativa "Eni si toglie la cravatta" è stato investito in progetti di sostenibilità.

"Incoraggiare i dipendenti a togliere la cravatta in ufficio - spiega Eni in una nota - è una metafora per affrontare un argomento decisamente concreto. Eni ha voluto rompere le righe del protocollo suggerendo la rinuncia a un accessorio di abbigliamento, per quanto simbolo di eleganza e italianità, e contribuire alla sensibilizzazione sul tema dei consumi attribuibili all'uso smodato dei condizionatori d'aria durante i mesi estivi. La proposta di eni togliere la cravatta in ufficio è diventata un evento mediatico - discusso anche all'estero – ed è stata una maratona di adesioni da parte di aziende, del mondo politico, di gente comune.

martedì 5 giugno 2012

Terremoto e bufale: il magma misterioso

Si mormora che, in puro stile lovecraftiano, dalle spaccature del suolo create dal terremoto sia fuoriuscito un magma misterioso non identificato.
Ovviamente anche in questo caso si tratta di fantasiosi allarmismi.
Probabilmente questa bufala ha origine dall'osservazione di un fenomeno naturale assolutamente nornale e conosciuto dai geologi: la liquefazione delle sabbie.

La liquefazione ha bisogno di caratteristiche ed elementi precisi e concomitanti per manifestarsi: servono terreni sabbiosi immersi in acqua, come nel caso della Pianura Padana attraversata dagli alvei di paleofiumi, e una scossa sismica a provocare un forte scuotimento. L'acqua va in sovrapressione e la sabbia di conseguenza perde di aderenza, trasformandosi nel fango letteralmente eruttato con il terremoto.

"Il fenomeno non può avvenire né su terreni argillosi, né su quelli rocciosi e anche per i terreni sabbiosi e' necessaria la giusta tipologia di sabbia perche' la liquefazione abbia luogo: devono essere sabbie compatte e recenti come quelle della Pianura Padana, che non hanno avuto il tempo di compattarsi e sono ancora soffici.

In più, i sedimenti sabbiosi immersi in falda devono venire in superficie, come nel caso dei dossi dei paleofiumi. E la maggior parte dei piccoli comuni della zona colpita risiedono proprio su questi dossi. Questo perche' dopo l'estinzione del paleofiume, i suoi argini si sono trasformati nelle uniche zone in rilievo della zona e lì, come sulle colline, sono stati costruiti i paesi nel corso dei secoli", ha spiegato Raffaele Brunaldi, consigliere regionale dei geologi emiliani.

giovedì 17 maggio 2012

Infrastrutture e trasporti: Italia ferma a 50 anni fa

L’ Italia sarebbe ferma a 50 anni fa e questo sarebbe causa di una perdita di 142 mld di Pil negli ultimi 10 anni. 50 miliardi è, invece, la perdita di ricchezza nel solo 2010 dovuta al divario infrastrutturale tra le diverse aree del nostro Paese. La velocità media all’interno dei maggiori centri urbani è di appena 15 km/h per scendere addirittura a 7-8 km/h nelle ore di punta, praticamente la stessa esistente a fine Settecento.
E’ stato presentato nel corso del convegno di Confcommercio “Sciogliere i nodi per competere” sul tema delle infrastrutture e dei trasporti, un Libro Bianco che mostra una fotografia amara riguardo lo stato di salute e i ritardi delle infrastrutture, della logistica e dei sistemi di trasporto italiani. I dati sono allarmanti: il gap infrastrutturale rispetto alla Germania, negli ultimi 10 anni, ha fatto perdere all’Italia 142 miliardi di Pil. Ad oggi risultano ancora incompiute ben 27 opere infrastrutturali, alcune risalenti addirittura a 50 anni fa, per un valore di 31 miliardi di euro. Per quanto riguarda le infrastrutture strategiche, il cui valore si aggira intorno ai 367 miliardi – solo il 9,3% delle opere sono state terminate e il 60% risulta ancora in fase di progettazione.
Dal Libro Bianco emergono mancanze anche sul fronte delle risorse destinate agli investimenti in infrastrutture: dal 1990 si è speso il 35% in meno, -34% nel biennio 2009-2011 e 18 miliardi sono stati tagliati per il triennio 2012-2014. Non deve stupire quindi se la rete autostradale Italiana negli ultimi 20 anni è cresciuta dieci volte meno di quella francese e se l’estensione della rete ferroviaria italiana (923 km) è inferiore a quella tedesca (1.285 km) e meno della metà di quella francese (1.896 km) e spagnola (2.056 km). La congestione delle nostre città è sotto gli occhi di tutti da tempo, soprattutto parlando dei centri più grandi come Milano, Roma e Napoli. La velocità media all’interno dei maggiori centri urbani è di appena 15 km/h, e scende a 7-8 km/h nelle ore di punta, praticamente la stessa di fine ‘700 quando ancora le auto non c’erano e le carrozze la facevano da padrone.
Nel corso del convegno è stato presentato il Manifesto di Confcommercio contenente le proposte e le priorità di intervento nel settore dei trasporti per creare le condizioni di sviluppo necessarie al Paese per tornare a crescere. Tra queste: politiche per l’evoluzione logistica dell’autotrasporto, realizzazione di un Patto per la mobilità urbana, maggiore efficienza del sistema portuale, razionalizzazione del trasporto aereo e piena liberalizzazione del trasporto ferroviario.

lunedì 28 novembre 2011

I bambini progettano la città

Al "G...Come Giocare!", CityLife, partner del Salone, ha organizza il laboratorio per bambini “CityPlay. Costruisci la tua città”.
Nel laboratorio i bambini si sono divertiti a realizzare una città, un quartiere o anche solo un palazzo in cui sarebbe piaciuto loro vivere, utilizzando moduli costruttivi contemporanei e in armonia con la natura.
Lo stand CityLife ha ospitato diverse aree gioco diversificate per età e per tipo di blocchi di costruzioni utilizzati.
Come piccoli architetti i bambini hanno potuto disporre gli alberi, progettare palazzi, case, scuole, musei, negozi, strade, piste ciclabili e tutte le strutture per creare città belle e confortevoli.
Per maggiori informazioni >>

mercoledì 9 novembre 2011

Milano: visita guidata al quartiere del futuro

Il Touring Club organizza una seconda visita guidata nel quartiere che è stato la Fiera di Milano. Dopo il grande successo della prima edizione dell'iniziativa, ecco la replica per chi non è risucito ancora a visitare CityLife
La guida sarà Christian Citterio, Storico dell'Arte
La visita costa 12 euro, 9 per i soci TCI.
Per informazioni e rpenotazioni, telefono 02.8526820.

Per saperne di più >>

venerdì 4 novembre 2011

Il segreto per una bistecca perfetta

Qual è il segreto per preparare una fiorentina perfetta?
  • Usare carne di qualità,
  • Lasciarla tre ore fuori dal frigo prima di cucinarla,
  • Insaporirla con solo sale,
  • Controllare i tempi di cottura 
  • Controllare la temperatura con  un termometro per alimenti.


Guarda il video "Come cuocere una bistecca perfetta" >>

giovedì 15 settembre 2011

Palazzo delle Scintille: un riferimento per bambini e famiglie a Milano

Muba, il Museo dei banbini di Milano, collabora con CityLife alla realizzazione del Palazzo delle Scintille, il più grande centro culturale per i bambini in Europa, che sorgerà nel capoluogo lombardo, che costituirà il polo di riferimento per le migliori iniziative culturali per bambini..

Il Palazzo delle Scintille è una struttura che verrà ricavata dal recupero del Padiglione 3 della Fiera di Milano (ex Palazzetto dello Sport), di cui saranno mantenute le parti architettoniche più significative. Il progetto è nato dall'esigenza, particolarmente sentita tra gli stessi cittadini milanesi, di dare spazi e opportunità a bambini e giovani sotto i 18 anni.

Il Palazzo delle Scintille nasce dall'esperienza della Fondazione MUBA e dal confronto con le migliori realizzazioni in Italia e all'estero nel campo dell'educazione non formale.

Nel Palazzo saranno ospitate attività educative che privilegiano l'apprendimento attraverso il gioco e l'esperienza diretta e che in un ambiente particolarmente stimolante promuovono la curiosità e la creatività. All'interno del Palazzo saranno facilmente accessibili ai bambini e alle famiglie del territorio mostre-gioco (realizzate ed ideate come nella tradizione di MUBA), uno spazio dedicato all'educazione interculturale (con mostra e laboratori), aule attrezzate per laboratori creativi che utilizzeranno suoni, immagini e materiali, un auditorium e una biblioteca per bambini e ragazzi.
Veramente una bella notizia epr i genitori e i bambini di Milano!

Leggi più informazioni sul Palazzo delle Scintille di Milano >>

lunedì 7 febbraio 2011

Cartucce per stampanti: rigenerate vs compatibili

Da sempre utilizzo cartucce per stampanti rigenerate per un discorso di sostenibilità ambientale, ma vedo che si fa parecchia confusione tra cartucce per stampanti compatibili e cartucce per stampanti rigenerate.
Ma quindi, che differenza c'è tra una cartuccia rigenerata e una compatibile?

Le cartucce per stampanti compatibili sono cartucce per stampanti totalmente riprogettate con lo scopo di funzionare in modo similare ai prodotti originali, ma nel rispetto dei brevetti depositati dalle case madri.
Si tratta quindi di prodotti nuovi di fabbrica, che richiedono gli stesso oneri per l'ambiente delle  cartucce per stampanti originali per la produzione e lo smaltimento. Costano meno perché non sono "di marca", ma *non* sono ecologiche.

Le cartucce per stampanti rigenerate invece sono cartucce per stampanti ormai esauste che, una volta recuperate dal circuito dei rifiuti, vengono avviate al processo di rigenerazione da aziende specializzate in questo tipo di lavorazione. Le cartucce per stampanti esauste vengono ripulite, vengono sostituite le parti soggette ad usura, ricaricate e infine, dopo verifiche sul corretto funzionamento tramite test di stampa, vengono nuovamente commercializzate.
Possono essere rigenerate sia cartucce per stampanti originali che cartucce per stampanti compatibili.
Solo le cartucce per stampanti rigenerate e non le compatibili nuove, possono essere considerate ecologiche, perché recuperano un prodotto giunto alla fine del suo ciclo di vita.

mercoledì 5 gennaio 2011

Formaggi e salumi tra i prodotti più rubati

Dopo il ''ladro gentiluomo'' ... il ''ladro bongustaio''.
Anche quest'anno sono i formaggi "made in Italy" di qualità (Parmigiano Reggiano e Grana Padano in testa), le carni e i salumi, i vini, a detenere il poco invidiabile primato di essere i prodotti alimentari più rubati dagli scaffali dei grandi magazzini.
Così, subito dopo le lamette da barba (15,4 per cento) e le cartucce per stampanti (14,3 per cento), occupano i primi posti in questa particolare classifica.
E’ quanto rilevato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori sulla base anche dei dati contenuti nell’edizione 2008 del "Barometro dei furti nel retail", realizzato da Checkpoint Systems, leader mondiale nelle soluzioni per la sicurezza dei beni nel punto vendita, in collaborazione con "The centre for retail research".
(da Luigi Vianello blog)
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